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Il piacere della lettura si condivide sempre più spesso anche su twitter, suggerendo titoli e ricordando incontri con gli autori, tenendosi informati con gli editori e confrontandosi con altri lettori. Il giornalista Francesco Musolino alcuni mesi fa ha creato il progetto no-profit @Stoleggendo invitando professionisti dell’editoria e autori a twittare dallo stesso account citazioni accompagnate da foto dei libri e motivazioni. L’obiettivo è diffondere l’amore per la lettura partendo in modo chiaro dal contenuto. Tanti i nomi che si sono già succeduti e il calendario è programmato fino al termine di luglio e son contenta di parteciparvi anche io proprio nei prossimi giorni, il 2 e 3 maggio. “Perché la lettura è un virus dolce da cui dobbiamo lasciarci contagiare, un tweet alla volta”, afferma Musolino a cui ho chiesto di raccontare come è nata l’avventura…

Quale è stato il primo libro che ha scatenato in te la passione per la lettura?

Il primo vero ricordo legato ai libri risale alla primavera del ’92 quando mia madre mi regalò La Compagnia dei Celestini di Stefano Benni, acquistato in una libreria romana. Ricordo il momento in cui mi diedero il pacchetto, la carta che si lacera e quella copertina così particolare la ricordo ancora benissimo. Sino a quel momento non avevo un buon rapporto con la lettura, fu quel romanzo, così fantasioso e originale, a far scattare in me la scintilla e da quel momento in poi i libri non solo fanno parte della mia vita, ma la rendono più ricca e profonda. Mi fanno vivere tante vite diverse, pagina dopo pagina. Ben presto cominciai ad appuntare ai margini delle pagine, curiosità e domande rivolte allo scrittore, fin quando passai una notte intera a chiedermi quale sarebbe stata la mia strada. Il mattino dopo mi misi in cerca di una testata online che reclutasse giovani collaboratori e solo qualche giorno dopo cominciai a scrivere per un giornale romano online. Era il 2006 e fu così che tutto cominciò.

Cosa è esattamente Stoleggendo? 

@Stoleggendo è un progetto lettura noprofit che ho ideato e creato su Twitter creando un breve manifesto e legando il tutto ad uno spazio blog. L’idea iniziale è semplice: siamo abituati per comodità a considerare chi utilizza i social network come persone solitarie ed egocentriche. Allo stesso tempo i buoni lettori almeno una volta nella vita hanno dovuto rispondere a domande come “a che serve leggere?”, “perché non esci invece di stare con il naso sui libri?” e stupidaggini simili. A ciò aggiungiamo che sono decine le pagine su Twitter dedicate alla raccolta di citazioni ma il più delle volte si rivelano semplici contenitori sterili in cui si twitta furiosamente ma nessuno legge davvero. Queste considerazioni sono alla base del progetto lettura noprofit @Stoleggendo. L’idea di base è quella di passare dalla pagina scritta al tweet – citando un passo, una frase, fotogrando il testo o la copertina che si sta leggendo – per poi tornare alla pagina scritta, condividendo tweet dopo tweet la passione per la lettura, al fine di incentivarla, promuoverla fattivamente. A ciò si aggiunge l’ingrediente segreto: l’account @Stoleggendo sin dal giorno della sua nascita, il 24 febbraio scorso, è nelle mani di giornalisti, scrittori, editor e librai che lo gestiscono in prima persona per 1, 2 o 3 giorni mettendosi in gioco con impegno ed entusiasmo. Ciascuno di loro, in totale libertà, ci guida nei suoi percorsi di lettura, lanciando hashtag, riscoprendo autori e generi dimenticati, parlando di poesia, fantasy, teatro, narrativa umoristica… @Stoleggendo è un progetto lettura noprofit nato con l’idea che si possa parlare di libri e lettura senza annoiare né ammorbare i lettori, creando una rete di utenti che siano non solo spettatori ma parte attiva di un progetto che è sempre aperto a nuove iniziative (segnalo fra le altre cose che il 7 maggio ci sarà Jon Kalman Stefansson a twittare in islandese e che l’1-2 giugno “lanceremo” il festival A tutto Volume di Ragusa e Laura Imai Messina twitterà dal Giappone a luglio). Proprio come SlowFood, @Stoleggendo punta alla genuinità di ciascun tweet, di ogni singola citazione e consiglio di lettura, puntando alla qualità e non alla quantità. Tengo a dire che @Stoleggendo segue il galateo di Twitter, non fa spam né appelli per essere seguito o, peggio ancora, rt. Partire dal tweet e arrivare al libro; partire dal tweet e arrivare alla pagina; partire dal tweet e arrivare ai lettori. Questo è l’obiettivo di @Stoleggendo.

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Quali azioni concrete pensi possano essere utili per aiutare l’editoria a uscire dalla crisi?

Una domanda da poco! Innanzitutto dobbiamo tener conto del fatto che i grandi gruppi editoriali stanno cominciando a puntare con decisione sull’editoria online dove possono promuovere i propri titoli senza i limiti imposti dagli sconti nelle librerie. Di fatto l’aggressione del mercato degli ebook mette in crisi le librerie e con il ricambio generazionale sarà sempre più dura. Son d’accordo con Umberto Eco quando dice che “il libro è un oggetto perfetto e finito” ma sottolineo che pochi giorni fa Gian Arturo Ferrari ha detto che “il libro sopravviverà pur mutando la sua natura”. Continuando di questo passo e senza una legge contro la pirateria digitale – il pericolo nascosto ma anche quello più importante legato allo sviluppo degli ebook – l’Italia si trova inerme e in futuro si rischia non solo di vedere scomparire le librerie ma anche la “professione” dello scrittore, ovvero colui che vive con ciò che scrive e vive per ciò che scrive. E’ un momento di grande transizione in cui le strategie dei grandi gruppi editoriali saranno decisive. Incrociamo le dita.

 

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C’è chi ama il caffè e chi la cioccolata, questione di gusti e talvolta di dipendenze (non neghiamolo). Così, un giorno, leggendo su twitter l’hashtag lanciato dall’amica @tazzinadi che invitava a ricercare il #caffeneilibri ho rilanciato con #cioccolatoneilibri. Qualche spunto è arrivato, rinvigorito dal tweet di @rospe_frantumi: “Adrienne Monnier (Rue de l’Odèon @duepuntiedi) diceva di dividere le sue passioni equamente tra libri e cioccolato”. Non si vuole indire una gara tra libri e cioccolato per stabilire se vi sia un vincitore tra le nostre passioni, quanto suggerire qualche simpatico spunto di lettura in cui i due piaceri convivono riuscendo ad evocare piacevoli sensazioni. Inizio con un libro approdato sulla mia scrivania qualche mese fa, “Ladra di cioccolato” di Laura Florand; @MariaFrega ricorda “Cioccolata a colazione” di Pamela Moore, un romanzo di formazione hollywoodiana degli anni ’60; @cinemabianchini riporta il noto “Chocolat” di Joanne Harris; @ettorerivarola cita “Dolce come il cioccolato” di Laura Esquivel mentre @polidOri richiama “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” in cui il cioccolato guarisce dagli effetti dei dissennatori; ancora, su facebook, Irene Nicaso suggerisce “Seduzione al cioccolato” di Mary K. Andrews. Ma la lista può allungarsi e poi potete contribuire…

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Scorci e curiosità sul Salone del Libro di Torino 2011.

Ancora una volta è stato battezzato l’evento librario dei record per affluenza, vendite ed eventi organizzati. Un programma ricco, perché oltre agli incontri al Lingotto Fiere e all’Oval dove è stata allestita la mostra “1861-2011. L’Italia dei Libri”, la città si è animata grazie alle presentazioni sparse in piazze e locali per il Salone Off. Forse, proprio per la sovrabbondanza e varietà di proposte, è stato un evento un po’ dispersivo ma allo stesso tempo molto vivace e culturalmente stimolante. Sul boom di vendite ogni editore avrebbe da dire la sua, di certo non sono tanti coloro che alla fine sono riusciti a venir fuori dalle spese dati gli alti costi per lo spazio e l’allestimento dello stand.

Tra autori emergenti e vip della letteratura è approdato anche lo sconosciuto Manuele Madalon che ha chiesto a vari personaggi famosi un commento sul proprio libro e questi si sono prodigati in elogi e consigli: così, gli studenti del corso di Ingegneria del Cinema del Politecnico di Torino hanno cercato di dimostrare che spesso “conta più la pubblicità di un libro che non il libro stesso”, ecco il fenomeno della “madalonizzazione” (la notizia e il video).

Su twitter si sono rincorsi informazioni e commenti, molti raccolti sotto l’hashtag #salonelibro che sabato 14 maggio si è guadagnato un buon posto nella lista delle tendenze; così c’è ad esempio chi, citando il giornalista Stefano Sgambati, scrive che “”la vita è quella cosa noiosa che succede tra una Fiera del Libro e l’altra”. Su facebook sono stati creati innumerevoli eventi e le pagine dedicate ai libri si sono riempite con citazioni e titoli. Tuttavia, il tentativo del Salone di aprirsi alla multimedialità con raduni per i twitterini non è molto riuscito, infatti gli orari sono stati segnalati sul programma cartaceo ma non attraverso il social network e così sono andati quasi deserti. I twitter addicted hanno però mantenuto i contatti grazie al tam tam e spesso sono riusciti ad incontrarsi nei vari stand.

Anche quest’anno Greenpeace ha distribuito volantini con l’elenco delle case editrici più meritevoli: la classifica “Salvaforeste” valuta 113 editori italiani in base alla sostenibilità della carta utilizzata nei propri libri (notizia e classifica).  Nonostante il miglioramento di alcuni grandi gruppi editoriali, resta qualche perplessità perché pare siano ancora “troppe le aziende che con politiche di acquisto della carta assolutamente inadeguate che si rendono corresponsabili della distruzione delle ultime foreste tropicali”.

Al Salone… C’è chi è andato alla (quasi disperata) ricerca di ebook e tablet e chi si è messo a chiacchierare del Giro d’Italia vicino allo stand di una casa editrice che pubblica volumi per gli amanti della bicicletta; c’è chi si è lasciato tentare ed ha assaggiato il cioccolato di alcuni artigiani del dolce negli stand all’Oval e c’è la cioccolataia che si è lamentata del posto e della poca affluenza di gente in quell’angolo in fondo al padiglione; c’è la ragazzina che ha girato tra gli stand con i rollerblade e c’è chi ha visitato la fiera in compagnia del proprio cane; c’è chi si è ricavato un angolo per leggere il libro appena acquistato e chi ne ha comprato uno solo perché attirato dalla copertina; c’è chi ha voluto provare a suonare il mandolino e chi ha scritto una dedica su una borsa di libri; c’è chi ha sorseggiato un vinello offerto da un editore e chi ha sonnecchiato durante la presentazione di un romanzo.

Ma soprattutto, al Salone c’è sempre un buon profumo di libri e la voglia di perdersi tra le pagine, la sorpresa nell’incontrare chi vive di libri e chi li scrive e il piacere di confrontarsi.

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