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Posts Tagged ‘Terra Madre’

Visitare il Salone del Gusto e Terra Madre al Lingotto Fiere di Torino è un’esperienza unica che permette di fare un interessante viaggio tra i sapori del mondo. L’evento, che si chiude domani (lunedì 29 ottobre), si svolge ogni due anni attirando gente di ogni nazionalità, professionisti del settore e pubblico. Tre padiglioni per le regioni italiane e l’Oval a disposizione di tutti i Paesi: qui si resta incantati nel vedere costumi tradizionali e ancor più nell’assaporare cibi tanto distanti dai nostri e nell’ascoltare esperienze che parlano di valorizzazione e rispetto del territorio. Davvero in questo ambito le differenze diventano ricchezza culturale!

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Esperienza sensoriale che aiuta a riscoprire antichi sapori e a provare originali accostamenti, occasione di confronto tra produttori e consumatori, scenario per dibattere sulla tutela del patrimonio enogastronomico, momento per approfondire la conoscenza di culture lontane. Questi sono alcuni degli ingredienti che hanno permesso all’edizione 2010 del Salone Internazionale del Gusto di registrare il record di 200.000 visitatori e ampi consensi. Grazie al connubio con Terra Madre la manifestazione è molto più di un’imponente sagra di prodotti tipici: per cinque giorni, infatti, Torino ha ospitato produttori di ogni Paese del mondo, cuochi e assaggiatori, venditori e insegnanti che hanno puntato l’attenzione sul costruire una produzione alimentare sostenibile e rispettosa del pianeta.

Così, ad esempio, nello stesso ambito è stato presentato il “decalogo per l’isola verde”, un progetto per la salvaguardia e la valorizzazione dell’isola di Ischia (la notizia). Il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari ha allestito uno stand per informare sulle attività per contrastare le frodi: solo nelle ultime settimane, i Nac hanno sequestrato 4.607 quintali di concentrato di pomodoro cinese destinato a produzioni “made in Italy” e altre 385 tonnellate di pomodori indicati come DOP San Marzano ma in verità provenienti da altre zone (la notizia). Non è mancato neppure un occhio attento alla tecnologia: nell’angolo dedicato alle mele si poteva trovare anche una televisione a forma di mela (news e foto); gli ebook hanno fatto la loro comparsa in uno stand mentre, in un altro, si potevano sperimentare programmi per iphone in grado di fornire all’istante indicazioni sui marchi di prodotti alimentari appena inquadrati dalla fotocamera. Arte e cibo si sono incontrate nelle tante opere di cioccolato, dalla dama agli attrezzi di lavoro del muratore, ma pure nei formaggi a fumetti (sono di Giorgio Sommacal e Rasori le strisce sulla forma di grana che raccontano il Risorgimento con dei buongustai come Mazzini, Cavour e Garibaldi). Gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo hanno gestito alcuni punti per avere l’opportunità di spiegare che il corso non è finalizzato alla sola cucina, perchè ad esempio c’è anche chi studia le normative alimentari ma sogna di avere un allevamento di capre per produrre formaggi.

Dal Salone del Gusto esce anche un sondaggio sulle abitudini di consumo e di acquisto, realizzato dalla Regione Veneto su un campione di 266 persone: da questo emerge che solo il 5% degli intervistati è soddisfatto delle indicazioni sulle etichette dei prodotti ma ben l’80% si serve da un negoziante di fiducia (articolo con dati). Ma il dato su cui bisogna veramente riflettere l’ha lanciato il vicepresidente di Slow Food (uno degli enti promotori dell’evento), l’indiana Vandana Shiva: “Il 50% del cibo prodotto negli Stati Uniti viene gettato o non utilizzato. Invece di un grande business legato alle monoculture, abbiamo bisogno di fattorie che preservino la biodiversità. Monoculture come la soia non risolvono i problemi legati al cibo, ma li creano” (fonte, Ansa). Questa denuncia lascia cadere sull’evento un retrogusto un po’ amaro – senza nulla togliere alla bontà dei sapori – per spronare consumatori, produttori e media ad una presa di coscienza: la buona economia passa anche dalla tavola.

 

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