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Fabio Dipinto dopo la proiezione al cinema Jolly di Villastellone

Fabio Dipinto, giovane film maker torinese, ha attraversato intere regioni a piedi, dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, per girare il documentario I volti della Via Francigena: sei settimane di cammino con la sua Reflex legata in vita e il cavalletto nello zaino. Un progetto che si è concretizzato grazie all’Associazione Europea delle Vie Francigene, al tour operator SloWays che promuove viaggi a piedi e in bicicletta e, ancora, al crowdfunding sulla piattaforma Eppela. Terminate le riprese ci sono voluti altri sei mesi per lavorare il materiale raccolto.

Il regista non ha seguito alcuna traccia, ha semplicemente scelto di intervistare chi trovava lungo il cammino: dallo scrittore Enrico Brizzi al rettore della confraternita san Giacomo di Compostela Paolo Caucci von Saucken, dal pellegrino all’ospitaliere, dallo storico al traghettatore che tiene il conto di quante persone trasporta con la barca sul Po (la Via Francigena è uno dei pochi cammini per cui è necessario attraversare dei fiumi). “Ho cercato di mettere in risalto i borghi, l’Italia meno scontata o turistica – racconta il regista, che già nel 2012 aveva affrontato il cammino di Santiago con la compagna – A causa della pioggia non ho solo potuto filmare un paio di giorni”. Il risultato è un docufilm ricco di belle cartoline fotografiche accompagnate da un’interessante narrazione dal il taglio fortemente umano.

Il cammino può assumere diversi volti, ognuno ha una motivazione personale per affrontarlo: ricerca di silenzio, bisogno di preghiera, desiderio di mettersi alla prova, voglia di prendersi una pausa dai soliti ritmi o più semplicemente desiderio di provare una vacanza alternativa. “Camminare permette di avere la mente libera, ma se si deve sviluppare una storia bisogna concentrarsi – chiosa Dipinto – Durante il viaggio sono riuscito a ritagliarmi degli spazi per riflettere e mettermi in contatto con la natura e con i silenzi”.

Guardando il film fa realisticamente capolino il pensiero di mettersi in cammino senza lasciarsi spaventare dai chilometri o dai cambiamenti climatici, per affrontare centinaia di chilometri ma soprattutto un viaggio interiore che aiuta a crescere umanamente e spiritualmente. Le musiche del pianista Andrea Cavallo contribuiscono a creare un clima suggestivo carico di silenzio che parla di raccoglimento, riflessione e stupore.

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Due ragazzi appena arrivati nella piazzetta di Calvi, giovani, probabilmente fidanzati per quel senso di complicità che traspare dai gesti; entrambi con magliette gialle fluo e pantaloncini. Lei con i capelli raccolti in una morbida coda di cavallo che le arriva fino alla vita, lui con un caschetto ordinato. Grandi zaini con sacchi a pelo e racchette per camminare sono posati accanto a loro. Lu le chiede dei soldi per andare al supermercato poco sopra e intanto lei guarda il cellulare; quando torna lui ha in mano un sacchetto con quattro mele e una bottiglia di acqua, le da il resto che lei ripone con molta cura in un borsellino. Lui si siede accanto a lei e le apre la bottiglia, lei beve un lungo sorso e posa la bottiglia, lui le scosta un ciuffo dietro l’orecchio e poi le asciuga una goccia rimasta sopra il labbro. Lei prende una mela in mano ma non la mangia, perché intanto lui inizia a parlarle quasi sussurrando tendendo una mano per accarezzarle la spalla; lei guarda dritto davanti a sé, oltre le barche del porto dove la linea blu del mare si posa sulla spiaggia dorata dall’altra parte del golfo. Lentamente e in modo composto lei inizia a piangere, poche lacrime che le solcano il viso e lui, dopo una breve pausa per attendere il respiro di lei, prosegue a parlare. Nessuno dei due si è mosso, nessuno dei due ha fatto caso alla gente intorno a loro. Lei si asciuga le lacrime con la mano, ora lui osserva quella linea all’orizzonte e quindi beve la sua sorsata. Entrambi si rimettono lo zaino in spalla e salgono i gradini per riprendere il cammino. Sono sorridenti, vicini e pronti a continuare il loro viaggio. Li rivedo qualche minuto dopo alla fermata del pullman mentre parlano con l’autista e forse valutano come raggiungere la prossima tappa.

Chissà a cosa erano dovute quelle lacrime, forse solamente alla stanchezza o a un cammino più personale e coinvolgente che i due stanno compiendo. In ogni caso, immagino che questo sia per loro un viaggio importante oltre i chilometri da macinare e le cose da vedere: condividere l’essenzialità, camminare al fianco di qualcuno che si è scelto come compagno di viaggio, decidere insieme il percorso e conoscersi meglio…

Scorcio sulla piazzetta di Calvi

 

Io, seduta in quella piazzetta ad un paio di gradini da quei giovani con un libro aperto tra le mani, alzando lo sguardo tra una pagina e l’altra mi sono trovata timida testimone casuale di un’intensa quotidianità. Parlava l’essenzialità dei gesti, tanto che i pensieri hanno iniziato a soffermarsi sul mettersi in gioco attraversando una regione a piedi con zaino in spalla insieme a qualcuno con cui bisogna trovare il giusto passo (una cosa che, lo ammetto, in modo così impegnativo non ho mai fatto). Chissà come continuerà il cammino dei due giovani, protagonisti della propria vita e inconsapevoli abitanti dei pensieri altrui…

 

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Il mercato editoriale per l’infanzia è in continua espansione e sembra essere quello che resiste meglio alla crisi del settore; aumentano le case editrici che scelgono di dedicare una collana del proprio catalogo ai più piccoli, tuttavia, proprio per la quantità di titoli che escono ogni anno, occorre che chi acquista libri per bambini prenda in considerazione non solo volumi belli ma anche di buona qualità e costruttivi per la crescita, pensando alla esatta fascia di età e individuando temi, argomenti e stimoli di lettura. Ci sono figure professionali che usano la lettura come uno strumento chiave per accompagnare i bambini alla scoperta del proprio mondo interiore e di quello circostante; ma ogni adulto può sperimentare la bellezza di condividere la lettura con i più piccoli. Margherita Bauducco, dottoressa in Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica e psicomotricista emotivo-relazionale ad indirizzo Aucouturier, spiega il senso e l’importanza di leggere insieme ai bambini.

“Il libro e la lettura ci accompagnano per tutto l’arco della nostra vita: a quanti di noi sarà capitato di aprire un libro e di leggersi tra le sue righe, facendoci immedesimare, ridere, piangere, emozionare ed al termine di accorgerci di quanto ciò che abbiamo letto abbia influenzato e sia stato catalizzatore di scelte successive. Succede “ai grandi” e a livello differente, probabilmente meno consapevolmente, succede “ai più piccoli”. La lettura, alla sera, prima della nanna ma anche in altri momenti della giornata, diventa uno spazio importante per la crescita dei nostri bambini, uno spazio di condivisione con l’adulto che si “abbassa” fisicamente al livello del bambino ed entra insieme a lui nel mondo del “C’era una volta”. Non leggiamo per loro, ma leggiamo con loro; non leggiamo perché fa bene ma leggiamo perché ci emozioniamo e ci divertiamo; non leggiamo per passare una morale o una legge ma leggiamo per creare un mondo condiviso con il nostro bambino.

All’interno di quelle pagine il bambino inizia a conoscere se stesso e a conoscere il mondo esterno, scopre delle emozioni simili alle sue e inizia a dare dei nomi a quelle emozioni, non vivendole sulla propria pelle ma spostandole in un altro spazio e tempo. Diventa un’opportunità che si dà al bambino per riconoscersi in quel personaggio e poter superare quella situazione critica. Le fiabe organizzano le pulsioni in scenari fantasmatici e permettono di stabilire un legame tra rappresentazioni di cose poco articolate e rappresentazioni di parole elaborate dal senso comune.

Non forniamo immagini, ma stimoliamo i nostri bimbi a crearsi le proprie immagini che li renderanno più creativi, li aiuteranno a trovare strategie nuove e a differenziarsi. Al contrario della televisione (e parlo della poca e buona televisione per i bambini) che dà immagini già preconfezionate, le favole e le fiabe aiutano l’immaginazione perché il bambino deve rappresentarsi lui stesso scene e situazioni.

Educhiamo i bimbi ad ascoltare, leggiamo insieme a loro fin da quando sono piccoli; diversi studi hanno dimostrato l’utilità di leggere ai bambini in periodo neo-natale, infatti  lo stimolo a svolgere un nuovo compito, come quello di ascoltare, aumenta la sopravvivenza dei nuovi neuroni che si stanno formando: senza compiti i nuovi neuroni svaniscono. Anche la medicina sottolinea l’importanza della lettura, come tanti pediatri consigliano, e si sta inoltre diffondendo un’educazione all’ascolto attraverso progetti utili ed affascinanti come Nati per leggere, attivato a livello nazionale nelle biblioteche comunali, o come l’utilizzo della fiaba in sedute psicomotorie.

LacrimeCheVolanoViaDi pari passo con l’educazione alla lettura, si sta espandendo anche il mondo dell’editoria dedicata ai nostri bimbi. Da professionista vorrei segnalare le collane dei Babalibri, dai 12 mesi ai 7 anni, in cui troverete sicuramente il libro che fa al caso vostro: dalla delicatezza e semplicità di Lacrime che volano via di Sabine De Greef per i più piccolini, alla ricerca dell’identità grazie a Piccolo blu e piccolo giallo (un classico della letteratura infantile), passando dalle divertenti avventure di Sono io il più forte! e Sono io il più bello! di Mario Ramos, storie di un lupo di cui non si potrà non innamorarsi. Racconti per ogni età, per ogni emozione e per ogni periodo critico: un aiuto per le mamme che spesso si trovano a non sapere come affrontare le paure dei loro bimbi. Non meno rilevante è il prezzo: è possibile infatti anche comprare il volume in brossura con cui si abbattono i costi rinunciando alla copertina rigida (affarone in periodo di crisi).

Carattere distintivo di un buon libro per bambini è la semplicità delle parole, la mia prima automobilechiare e che non devono confondere, comprensibili e autentiche. Tra i tanti libri consiglio, per i più grandicelli dai 5 anni (a causa della lunghezza), La mia prima automobile di Peter Schossow (Beisler editore), un’avventura a due che farà sicuramente avvicinare i bimbi più grandi ai fratellini più piccoli: un ottimo modo per immaginare insieme. Particolarità: la storia è accompagnata dai cartelli stradali che vediamo tutti i giorni, così, anche in questo caso, si impara divertendosi.

Luna JimmyLibri che arrivano da tutte le parti del mondo come La luna e il bambino di Jimmy Liao, illustratore famoso e ideatore di una storia che ha venduto più di 5 milioni di copie tra Oriente, Europa e Stati Uniti e portata sul mercato italiano da Gruppo Abele ma che purtroppo, forse perché non ben promossa, da noi non ha avuto la stessa fortuna. Un libro delizioso, dolce, che parla della luna e di un bambino che la trova per caso e ne diventa amico inseparabile fino a quando la lascerà andare per continuare a farla risplendere; una storia che affascina i più piccoli per le sue immagini e la dolcezza con cui è raccontata e lascia incantati i più grandi, una fiaba che accarezza ognuno di noi.

Il libro che io non dimentico? E’ un libro “scoperto” in uno dei miei viaggi, di una casa editrice francese la Gallimard-Jeunesse che crea libri pop-up (quei libri che vivono in tre dimensioni ogni qual volta si apre una pagina), libri magici se si guardano con gli occhi dei bambini. A loro si deve la migliore rappresentazione di Le Petit Prince, da inserire nella wish list per gli amanti del genere, in Italia edita da Bompiani (qui).

Infine, un consiglio alle mamme e ai “grandi” in generale: leggete, inventate e raccontate storie ai vostri bimbi! La fantasia è a costo zero ed è il tesoro più arricchente che possiamo passare; un tesoro che può aiutare a far evolvere in maniera più serena i bambini e diventare il vostro patrimonio familiare l’inizio di una storia che sia la vostra storia”.

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