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Posts Tagged ‘Stefano Tomassini’

Ha una lunga spiaggia di sabbia fine e una antica citadelle con mura difensive che domina il borgo di pescatori e il golfo, edifici di colori caldi e le spalle coperte dai monti ricchi di foreste, scogliere di maquis che si tuffano in un blu profondo e un vento frizzante che raramente l’abbandona. Ogni volta che torno in Corsica a Calvi scopro nuovi scorci e mi lascio trasportare da emozioni inedite che mi regala il paesaggio. Capoluogo della Balagne, la città vanta cittadini illustri come Cristoforo Colombo (conteso con l’Italia, per la verità) e aneddoti entrati nella storia (è qui che l’ammiraglio britannico Orazio Nelson perse l’occhio, cercando di conquistare la Corsica nel 1974). L’attenzione dei turisti sulla spiaggia è anche attirata dai paracadutisti della legione straniera (il Camp Raffalli è alle porte della città) che ogni tanto si lanciano per le esercitazioni. Calvi è una città in cui spesso si fermano anche artisti di strada (pittori, musicisti e giocolieri fanno la loro esibizione nella piazzetta o nei pressi del porto), ci sono mostre e concerti di musica corsa nella Citadelle e nei locali. Quest’anno l’ingresso e il muro del porto sono stati tappezzati di volti grazie all’artista JR e al suo Inside Out Project: chi voleva poteva farsi scattare una foto nel furgoncino che gira il mondo per il progetto, poi le gigantografie venivano subito stampate e appese; così mi sono messa in coda e ho partecipare anche io.

Salendo dietro la città al santuario di Notre Dame de la Serra si può ammirare l’intero golfo, spaziando con lo sguardo da Calvi a Lumio; scendendo, invece, si è di fronte a La Revellata. Tante le camminate che si possono fare nei dintorni di Calvi, ammirando scenari unici che mozzano il fiato che si incontrano anche viaggiando lungo la costa con “u trinighello”, un vecchio trenino che fa diverse tappe per arrivare fino a Ile Rousse fischiando per avvisare del proprio passaggio sull’unico binario tra la spiaggia e la pineta.

Alcuni anni fa mi sono innamorata di Calvi, o meglio… di tutta la Balagne (sul mio blog ne ho scritto qui). In modo quasi viscerale, crescendo nella curiosità e nel desiderio di conoscere sempre più la regione e tutta l’isola. La Corsica ha un sapore selvaggio, una forza e una bellezza che ammaliano; ci si deve arrendere al suo stile, non si può pensare di viverla restando ancorati a logiche e abitudini propri dell’Italia o del continente. Penso che questo valga per qualsiasi località, bisogna coglierne l’essenza e le tipicità, il carattere e l’anima, mettersi in ascolto della gente e della sua storia rispettandoli. I ritmi stessi di vita sono differenti e non solo perché si decide di andarci in vacanza…

Difficile riconoscere con chiarezza lo spirito e le origini di Calvi (e così di tutta l’isola): nei secoli è stata sotto il dominio dei francesi, degli inglesi per un paio di anni e degli italiani; la lingua corsa mantiene vivo l’eco dei legami con l’Italia e Genova, a cui è rimasta fedele dal 1284 fino alla metà del XVIII secolo e a cui si deve la scritta sulla porta di ingresso della citadelle “Civitas Calvi semper fidelis”. Diversi i periodi di indipendenza che l’hanno segnata e che oggi possiamo rileggere anche attraverso la presenza in quasi ogni paese della statua del patriota corso Pascal Paoli, che guidò un’insurrezione contro la Repubblica di Genova verso la metà del 1700. Quindi i genovesi la vendettero poi al re francese Luigi XV con il trattato di Versailles nel maggio 1768. Il desiderio di autonomia è forte ancora oggi, sebbene nel 1982 la Francia abbia riconosciuto alla Corsica uno statuto speciale per la Corsica.

Mi ritrovo nella parole di Stefano Tomassini quando nel libro Amor di Corsica edito da Feltrinelli racconta l’isola e il suo rapporto con essa (partito da studi sull’autonomismo corso) come in un viaggio, ammonendo chi pensa si tratti di una meta esotica : “Volevo che le scoperte geografiche precedessero quelle storiche. Cercavo anche spiagge e bagni di mare e ci misi niente a capire che lì avrei trovato più o meno tutto quello che cercavo”.

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