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Posts Tagged ‘Salone del Libro’

I consigli di lettura si presentano nei modi più diversi e fanno breccia quando entrano in sintonia con il momento parlando alla tua vita. Al Salone del Libro di Torino ho arricchito la mia wishlist lasciandomi guidare anche da citazioni e pareri di “lettori forti”, librai e editori scritti su post-it in bella vista sulle copertine o da accostamenti curiosi e interessanti…

Girando tra gli stand:

 

Non mancano i consigli di lettura nati per un evento organizzato da @Stoleggendo, #ZeroGradiDiSeparazione, a cui hanno partecipato diversi #readerguest tra cui la sottoscritta in combinata con Anna Da Re (che lo ha raccontato qui):

A questo punto immagino che anche voi abbiate appuntato qualche titolo per le prossime letture estive…

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Il Salone Internazionale del Libro di Torino è ogni anno occasione di incontri con colleghi e scrittori, professionisti vari del mondo dell’editoria e amici che amano la lettura. Anche l’edizione 2014 mi ha regalato occasioni di confronto e conoscenza, chiacchiere amene e libresche: cinque bei giorni intensi!

Ecco alcune foto…

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traduttori Salone 2014Il lavoro del traduttore è cambiato negli ultimi anni ma resta fondamentale per la diffusione della lettura e per la filiera editoriale. Anche per questo sono utili tavole rotonde in cui si parla di qualità della traduzione come di un ingrediente essenziale per la realizzazione di un buon ambiente culturale. Giovedì 8 maggio, al Salone Internazionale del Libro di Torino, si è svolto l’incontro “Seminari di traduzione. Lavorare nell’editoria oggi – Officina, editoria di progetto”. Ilide Carmignani ha introdotto il tema con un dato: “Nel Nordest c’è un lieve incremento della lettura ma l’editoria sta attraversando un periodo difficile”. Di più. Luisa Capelli, docente di Economia e gestione delle imprese editoriali all’Università di Tor Vergata ed esperta in bibliodiversità, ha tratteggiato un quadro più cupo: “La situazione è veramente drammatica per l’editoria, per non parlare di ciò che sta attraversando l’industria dell’informazione elettronica. Ci sono rivoluzioni in atto, non solo per l’uso di nuove tecnologie. Spesso ciò porta con sé la smobilitazione di interi processi di lavorazione. Il problema è capire chi sono i soggetti che hanno i poteri maggiori in questi processi. L’importante è che questo travolgimento non porti l’annichilimento di relazioni che in questi anni si sono consolidate”. Capelli, citando un’analisi di Giovanni Solimine, ha evidenziato come gli indici di lettura siano più bassi al sud e centro d’Italia: “A livello sociale i dati sono preoccupanti: se centinaia di giovani fino a 30 anni non hanno mai avuto occasione di incontro con la cultura attraverso cinema e teatro come possiamo pensare che leggano? Non possiamo ragionare su quanto cala la percentuale di acquirenti e lettori di libri se non ci poniamo il problema di incentivi e investimenti che occorre fare ad ampio livello per la cultura“.

I relatori hanno raccontato il proprio cammino professionale e come questo si sia evoluto nel tempo grazie all’uso di risorse web: “Forse abbiamo dimenticato che alcuni di noi hanno iniziato a fare traduzioni prima della nascita di internet, lavorando con un dizionario, enciclopedie e poco altro – ha affermato Richard Dixon – Oggi è molto diverso: c’è un miglioramento della qualità, la traduzione è molto più precisa. Il lavoro del traduttore fino a pochi anni fa era solitario, oggi c’è una comunità di traduttori che collabora”. Marina Morpurgo ha iniziato la sua carriera nel mondo della scrittura come cronista e caporedattore per poi passare a tradurre, leggere e valutare manoscritti per case editrici, arrivando a ricoprire anche il ruolo di editor e a scrivere lei stessa dei libri. “Ho scoperto cose inquietanti quando mi è stato affidato l’incarico di scrivere un manuale di storia del ‘900 per la terza media. Ero convinta che ci fossero dei testi omogenei, ma non è così: ci sono testi di basso livello, di medio e pochi testi di alto livello – ha spiegato la giornalista e scrittrice – All’inizio mi avevano segato tutti i trapassati dicendo che i ragazzi non lo capiscono, ma ci sono situazioni in cui si usano. Poi, nemico numero uno è il punto e virgola; vietato anche l’uso di metafore. Sono rimasta raggelata, abbiam fatto cose belle ma un pensiero così mi ha fatto venire i brividi”.

Rossella Bernascone, a cui si deve la traduzione del noto libro per ragazzi Diario di una schiappa, ha parlato del rapporto tra lavoro dei traduttori e mercato editoriale: “Vengo alla fiera di Torino da quando è nata. I libri sono tantissimi. Se calcolo tutti i guadagni, arrivo alla conclusione che oggi si guadagna di più anche se mangiamo tutti un po’ di meno perché siamo di più a lavorare attorno ai libri”. Con l’ambiente editoriale in continua espansione verso nuove forme di pubblicazione, anche per i traduttori vi sono maggiori opportunità di lavoro, ad esempio con gli autori che si autopubblicano o con quelli che scelgono la sola via digitale: “Può essere positivo o negativo, ma significa comunque più lavoro” ha commentato Bernascone. Dal canto suo, Morpurgo ha tratteggiato alcuni limiti della lettura digitale: “Va a beccare un segmento che è quello del lettore forte e non va a toccare quella fetta troppo grande di gente che non legge o che legge senza essere però in grado di capire. Il digitale può essere anche una fonte di smarrimento: si può incorrere ad esempio in recensioni positive scritte su commissione; c’è quindi un rischio di inquinamento della credibilità”.

La domanda cruciale, che lega qualità del lavoro e quantità di informazioni reperibili sul web, è stata posta da Capelli: “Come facciamo a far sì che la rete possa diventare un luogo dove ricostruire circuiti di autorevolezza e di circolazione di contenuti complessi? Non dobbiamo lasciare che a governare la rete sia solo chi lo fa per profitto. Mettiamoci per esempio a scrivere anche noi recensioni pessime per quei libri che non valgono e scriviamo recensioni buone quando lo crediamo. Svolgiamo le cose in positivo!”. A conclusione del confronto, si è alzata una voce tra il pubblico, quella del traduttore Daniele Petruccioli: “Dobbiamo incominciare a lavorare insieme, ci vuole meno prevenzione da parte degli editori. L’ebook è una grande opportunità ma per noi c’è un conflitto con i compensi e i diritti: bisogna avviare un discorso sulle royalties che possa aprire percorsi proficui. Trovo poco ascolto su questo punto da parte degli editori con cui lavoro. E’ una responsabilità di tutti la difesa della cultura“.

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Pensieri abbozzati in ordine alfabetico sul #SalTo13 (Salone del Libro 2013, 16 – 20 maggio), così come l’ho vissuto. Attimi, persone e occasioni: il valore aggiunto all’esperienza del Salone è dato proprio dalle persone con cui si condivide.

Autori. Incontrati, visti passare tra gli stand e ascoltati alle varie presentazioni di libri. Sono i veri protagonisti del Salone del Libro e di tutte le fiere di settore. Una delle cose più affascinanti è scoprire il loro volto tra le pagine dei libri e sentirli raccontare di quale è stata la scintilla da cui è partita la scrittura. Autori famosi e autori esordienti, ma anche autori potenziali che passano dagli editori a portare il loro manoscritto. E di fondo son tutti accomunati dallo stesso desiderio: comunicare e leggere il proprio nome sulla copertina.

Book to the Future. Una sala che ha ospitato decine di incontri sull’editoria digitale. Qui si è svolto anche l’incontro “Recensioni 2.0: come la rete racconta i libri” (in cui ho avuto le mani in pasta) a cui hanno partecipato i rappresentanti di alcune realtà che trattano di libri sul web: Barbara Bottazzi per Gli Amanti dei Libri, Morgan Palmas per Sul Romanzo, Barbara Sgarzi per Zazie, Alberto Bullado per ConAltriMezzi (qui una sintesi dell’intervento) e Giovanni Bersani e Irene Nicaso in qualità di lettori Anobii che danno vita ad incontri in libreria a Torino. Due i punti evidenziati da tutti i relatori: occorre scrivere recensioni di qualità e fare rete anche fuori dal web per un costante aggiornamento sull’esempio dei blog letterari inglesi e americani.

Casa CookBook. La novità dell’edizione 2013 del Salone del Libro, uno spazio che ha unito libri e cucina. Tanta la gente in coda allo stand della Ferrero per ritirare il sorbetto (anche la sottoscritta vi ha fatto un paio di puntatine) o a quello della Lenti per affettare il prosciutto, ma anche dimostrazioni dal vivo tra i fornelli (invitante il profumo che a tratti si spandeva nel padiglione 3).

Evelina e le fate. E’ il libro scritto da Simona Baldelli e pubblicato da Giunti Editore che ho avuto il piacere di presentare nello spazio Kobo sabato 18 maggio. Un romanzo che da un po’ mi faceva l’occhiolino su facebook e che era nella mia wish list: una copertina dai toni morbidi e un titolo che evoca una dimensione magica. Pagine lette tutte d’un fiato e una chiacchierata che ha travalicato le pagine del libro rievocando un momento storico forte del ‘900.

Gli Amanti dei Libri. Testata online che si occupa di editoria con cui collaboro e che per il secondo anno è stata media partner dello spazio Incubatore. Bello veder arrivare amici e colleghi da diverse regioni per raccontare insieme in diretta il Salone!

Incubatore. Uno spazio che “coccola” le piccole case editrici con meno di due anni di attività introducendole al confronto con grandi editori e professionisti del settore. Qui ho conosciuto ad esempio Kuma edizioni, che ha in catalogo anche un libro – kamishibai intitolato “Foresta blu”: caratterizzato da pagine cartonate e da altre di carta velina trasparente dipinta, è un volume che si può montare a capanna, sfogliare da due parti ma soprattutto leggere insieme a qualcuno; insomma, un progetto che esalta il piacere dell’esperienza della lettura per grandi e piccoli. Ancora, quest’anno ha fatto il suo esordio Rêves: il quaderno dei sogni che ha in catalogo un solo titolo (impossibile definirlo libro e riduttivo chiamarlo quaderno). Si tratta di un volumetto dalla copertina viola su cui si possono annotare i propri sogni e scoprire le coincidenze che talvolta regala la vita: la numerazione delle pagine sembra casuale, ma in verità permette un gioco di rimandi per raccogliere diversi indizi (coordinate geografiche, parole in codice, ritornelli…) che condurranno a un luogo reale in cui un piccolo sogno (dell’editore, ma non solo) si può lanciare.

Letti di Notte. E’ un’iniziativa lanciata da Marcos y Marcos e accolta da numerosi altri editori che si concretizzerà il 21 giugno quando le librerie indipendenti resteranno aperte anche di notte (qui il sito con tutte le info) per ospitare eventi originali che partono dai libri come letture collettive, improvvisazioni teatrali, pigiama party letterari, giochi…

Miraggi Edizioni. Molto di questi giorni l’ho vissuto anche con la redazione di Miraggi (che squadra!) e con gli altri “abitanti” dello stand Nuovi Editori Indipendenti.

Stand. Ogni casa editrice l’ha personalizzato perché il lettore si sentisse in un luogo originale. Minimum Fax ha ricreato una casa con tanto di credenza e tavolino con bottiglia di vino; Marcos y Marcos ha allungato una tavolozza di colori con le copertine dei propri libri; Elliot ha dipinto una grande porta nella parete davanti al tavolo espositivo perché i libri permettono di entrare in un altro mondo; Ediciclo ha appeso delle biciclette in legno e posizionato di fianco allo stand un risciò per portare i libri in bici dentro alla fiera; Tic ha portato un frigo rosso su cui ha attaccato tanti magneti e parole; lo spazio della regione Umbria che ha raccolto oltre cinquanta editori; Liberos ha attrezzato uno spazio incontri con sedie e tavolini per rendere il clima più informale…

Twitter. Impossibile stare senza durante il Salone! Twitter è comunicazione immediata via web, occasione di lancio notizie e di contatto veloce o di aggiornamento. Basta lanciare un “Appena arrivata a #SalTo13” che qualcuno risponde “Passo tra un’ora, dove sei?”, oppure salutare con un #ff per ricevere il buona giornata da chi condivide i tuoi stessi interessi. E se il confronto e lo scambio di idee si infittiscono nasce la voglia di conoscersi oltre twitter, si moltiplicano le occasioni di incontro a fiere ed eventi di settore e nascono progetti interessanti. E’ successo così ad esempio con @tazzinadi (che al Salone ha presentato “Il metodo della bomba atomica” insieme a Dario Voltolini) e @uncronista, @SimonelliSav e @mgiacomello, @lultimovampiro (intervistato da Hub09 dopo di me) e @patrizialadaga, @ArtNite e @nascpublish, @SignorinaLave e @SedCetta, @Imparafacile e tanti altri… E’ nata su twitter anche la colazione degli uffici stampa #TwitteriEditori, un appuntamento che ha permesso di mettere sul tavolo idee e riflessioni sul proprio lavoro in un clima amichevole (@iguanadan ne parla qui). “Assolutamente da ripetere!” ci si è detti e già c’è chi ha lanciato la proposta di un #twitteritivo…

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Scorci e curiosità sul Salone del Libro di Torino 2011.

Ancora una volta è stato battezzato l’evento librario dei record per affluenza, vendite ed eventi organizzati. Un programma ricco, perché oltre agli incontri al Lingotto Fiere e all’Oval dove è stata allestita la mostra “1861-2011. L’Italia dei Libri”, la città si è animata grazie alle presentazioni sparse in piazze e locali per il Salone Off. Forse, proprio per la sovrabbondanza e varietà di proposte, è stato un evento un po’ dispersivo ma allo stesso tempo molto vivace e culturalmente stimolante. Sul boom di vendite ogni editore avrebbe da dire la sua, di certo non sono tanti coloro che alla fine sono riusciti a venir fuori dalle spese dati gli alti costi per lo spazio e l’allestimento dello stand.

Tra autori emergenti e vip della letteratura è approdato anche lo sconosciuto Manuele Madalon che ha chiesto a vari personaggi famosi un commento sul proprio libro e questi si sono prodigati in elogi e consigli: così, gli studenti del corso di Ingegneria del Cinema del Politecnico di Torino hanno cercato di dimostrare che spesso “conta più la pubblicità di un libro che non il libro stesso”, ecco il fenomeno della “madalonizzazione” (la notizia e il video).

Su twitter si sono rincorsi informazioni e commenti, molti raccolti sotto l’hashtag #salonelibro che sabato 14 maggio si è guadagnato un buon posto nella lista delle tendenze; così c’è ad esempio chi, citando il giornalista Stefano Sgambati, scrive che “”la vita è quella cosa noiosa che succede tra una Fiera del Libro e l’altra”. Su facebook sono stati creati innumerevoli eventi e le pagine dedicate ai libri si sono riempite con citazioni e titoli. Tuttavia, il tentativo del Salone di aprirsi alla multimedialità con raduni per i twitterini non è molto riuscito, infatti gli orari sono stati segnalati sul programma cartaceo ma non attraverso il social network e così sono andati quasi deserti. I twitter addicted hanno però mantenuto i contatti grazie al tam tam e spesso sono riusciti ad incontrarsi nei vari stand.

Anche quest’anno Greenpeace ha distribuito volantini con l’elenco delle case editrici più meritevoli: la classifica “Salvaforeste” valuta 113 editori italiani in base alla sostenibilità della carta utilizzata nei propri libri (notizia e classifica).  Nonostante il miglioramento di alcuni grandi gruppi editoriali, resta qualche perplessità perché pare siano ancora “troppe le aziende che con politiche di acquisto della carta assolutamente inadeguate che si rendono corresponsabili della distruzione delle ultime foreste tropicali”.

Al Salone… C’è chi è andato alla (quasi disperata) ricerca di ebook e tablet e chi si è messo a chiacchierare del Giro d’Italia vicino allo stand di una casa editrice che pubblica volumi per gli amanti della bicicletta; c’è chi si è lasciato tentare ed ha assaggiato il cioccolato di alcuni artigiani del dolce negli stand all’Oval e c’è la cioccolataia che si è lamentata del posto e della poca affluenza di gente in quell’angolo in fondo al padiglione; c’è la ragazzina che ha girato tra gli stand con i rollerblade e c’è chi ha visitato la fiera in compagnia del proprio cane; c’è chi si è ricavato un angolo per leggere il libro appena acquistato e chi ne ha comprato uno solo perché attirato dalla copertina; c’è chi ha voluto provare a suonare il mandolino e chi ha scritto una dedica su una borsa di libri; c’è chi ha sorseggiato un vinello offerto da un editore e chi ha sonnecchiato durante la presentazione di un romanzo.

Ma soprattutto, al Salone c’è sempre un buon profumo di libri e la voglia di perdersi tra le pagine, la sorpresa nell’incontrare chi vive di libri e chi li scrive e il piacere di confrontarsi.

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Oltre 300.000 visite al Salone del Libro 2010: è un record. Lo hanno scritto ed annunciato giornali e televisioni. Così il presidente dell’evento, Rolando Picchioni, progetta nuovi spazi per la prossima edizione che incornicerà Torino insieme ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia: “E ora che abbiamo chiuso con un numero di visitatori record, possiamo cominciare a pensare alla grande all’edizione del 2011, magari con il Padiglione Italia sistemato nell’Oval” (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/salonelibro/201005articoli/55114girata.asp). Già quest’anno il Salone ha solcato i confini del Lingotto Fiere, puntellando la città di presentazioni librarie ed incontri con gli autori in parchi, biblioteche e caffè: forse, un modo per diffondere maggiormente il gusto per la lettura e per non circoscrivere l’evento; ma anche per avvicinare quei lettori reticenti a pagare il biglietto d’ingresso al Salone, giudicato caro trattandosi di una “fiera commerciale dove si cerca di spingere la vendita di libri”. Una fiera dove la parte del leone la fanno ancora gli stand di grandi gruppi editoriali (simili alle tante librerie di serie sparse nelle varie città) mentre i piccoli editori cercano di emergere e farsi conoscere  (http://www.booksblog.it/post/6283/dal-salone-del-libro-di-torino-uno-bizzarro-paradosso). Foto dell’evento si trovano ovunque sparse sul web, dalle ricche gallerie sul sito ufficiale del Salone (www.salonelibro.it) a quelle inserite sul blog del Master in Giornalismo di Torino (http://picasaweb.google.it/futuratoit/SaloneDelLibro2010#)…

Il Salone del Libro è, in ogni senso, un’occasione per allargare l’orizzonte… Anche ben oltre l’India, Paese ospite (nel 2011 lo sarà la Russia) di cui molto si è parlato ed ascoltato con sottofondo musicale; anche se, a dirla tutta, sembravano un po’ sacrificati gli editori indiani in quei piccoli box bianchi allineati lungo la parete, tanto che diversi erano spesso deserti. Molti gli scrittori, i giornalisti e i pensatori indiani che hanno partecipato ad incontri e dibattiti. Il Salone 2010 ha puntato su un programma ricco di contenuti, a cominciare dal tema: “La memoria, svelata”. Cosa è la memoria? Ricordi e vissuto che si intrecciano. Allora, volendo giocare con parole e pensieri, sorge una domanda: cosa resterà nella memoria di questo Salone?

Successo. Partecipazioni record anche agli incontri con grandi nomi del panorama letterario italiano ed internazionale, da Saviano alla belga Amélie Nothomb (arrivata con la sorella), da Gianrico Carofiglio al madrileno Fernando Savater. Ogni stand segnalava orari in cui si potevano avere copie firmate dai propri autori e così è capitato che ci fosse ressa perfino per farsi fare un autografo da Nino D’Angelo, giunto in veste di scrittore. Si scoprono scrittori che arrotondano l’attività libraria lavorando da dj (Fabio Beccacini) e poliziotti che vogliono raccontare le loro esperienze, partendo dal lavoro (Cinzia Maria Rossi) o da passioni come il rugby (Marco Turchetto). Ci sono case editrici che attendono e vogliono conoscere i lettori diventati amici su social network (ad esempio Intermezzi Editore e Stylos), quelle che puntano l’attenzione su libri a grandi caratteri per agevolare la lettura a chi magari vede poco (Angolo Manzoni), quelle che si dedicano alla cronaca in versione graphic novel (BeccoGiallo), quelle che pubblicano testi da leggere alla toilet in un tempo che varia a seconda del bisogno (80144 Edizioni) e quelle specializzate in testi di scolastica e parascolastica (tipo Eli o Il Mulino). Insomma, l’editoria pare davvero un mondo senza confini, dove creatività e specializzazione giocano un ruolo importante.

Parliamo di classifiche. Quali sono i libri più venduti? I dati divulgati dagli organizzatori dell’evento (http://www.salonelibro.it/it/news-e-multimedia/notizie/10626-comunicato-stampa-di-chiusura.html), che parlano di circa un 25% di vendite in più rispetto al 2009, segnalano ai primi posti Roberto Saviano, Fabio Geda e Carlos Ruiz Zafon. Invece, una top ten (http://libriblog.com/classifica-libri/la-classifica-dei-libri-piu-venduti-17-maggio-2010/), sempre al termine della settimana fieristica ma allargata al territorio nazionale, vede in testa Andrea Camilleri con “Il nipote del Negus”, seguito proprio da Zafon con “Il palazzo della mezzanotte” e da Benedetta Parodi con il manuale di cucina “Cotto e mangiato” (ancora una volta l’Italia si dichiara patria di buongustai!). Di tutt’altro stampo è invece la classifica pubblicata da Greenpeace, che ha catalogato le case editrici in base al grado di complicità nella deforestazione del sud-est asiatico, “uno degli ultimi polmoni verdi del pianeta”: quanta carta consumano? Acquistano quella riciclata e sostenibile? Sanno da dove viene la materia prima che usano? (http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/comunicati/deforestazione-classifica-editori). Le case editrici sono state divise in cinque gruppi: si va da “Amici delle foreste”, per chi adotta carta con alte percentuali di fibre riciclate, a “Non classificabili” che raccoglie i nomi di editori non disponibili al dialogo e che non hanno risposto al questionario.

Il successo del Salone corrisponde ad un reale interesse per i libri, tanto da poter ritrarre gli italiani come grandi lettori? Risponde un articolo su La Stampa analizzando numeri e tendenze (http://www3.lastampa.it/domande-risposte/articolo/lstp/219732/): “Siamo lettori molto scarsi, preceduti da Svezia e Estonia, Repubblica Ceca, Finlandia, Regno Unito e altri quindici paesi. Sotto di noi sei stati, fra i quali Romania, Grecia, Bulgaria. Ma attenzione: sono dati di un confronto non perfetto – per fortuna! diremmo noi voraci lettori, ndr – , perché non sono omogenei i criteri di rilevazione adottati dai diversi istituti statistici”.

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