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Posts Tagged ‘racconto’

Non ho mai cullato velleità da scrittrice, pur amando scrivere e scrivendo. Di tutto: articoli e recensioni, il mio diario (ebbene sì, una bella abitudine che conservo da quando ero ragazzina) e qualche volta racconti per il gusto di inanellare le parole e creare storie che per ora son sempre rimaste nel cassetto. Sì, al centro voglio mettere le storie e i luoghi. Mi ricordo che negli anni dell’università scrivevo anche poesie, qualcuna mandata a dei concorsi non tanto per “puntare in alto” quanto per cercare un parere (quasi mai avuto, ecco) che ne rivelasse una qualche bontà. E qua e là ho partecipato a corsi di scrittura creativa per provare a mettermi dall’altra parte della pagina (esperienze stimolanti), per allenarmi e cogliere nuovi stimoli.

Comunque, la scorsa estate, in montagna nella Valle del Lys (uno dei luoghi del cuore, che considero casa e la cui cultura Walser sto approfondendo), mi sono imbattuta in una iniziativa che ha smosso la mia voglia di scrivere senza chiudere in un cassetto il frutto della mia fantasia. Complice il luogo, certo. Un giorno la bibliotecaria di Issime mi ha dato il volantino di un concorso letterario aperto agli iscritti del Sistema Bibliotecario Valdostano. L’ho preso un po’ curiosa. Poi, seduta sul balcone, osservando lo sperone di montagna di fronte chiamato Pirubeck (prima o poi scriverò sul blog anche di questo luogo e della leggenda che lo abita), ho letto il bando e mi son detta: “Perché non provare?!”. In quel momento, la volontà di dare forma e parole a una breve storia che si ispirasse a quei monti è stata forte. E nei personaggi ho messo alcuni “grazie”: alla mia nipotina P., che ama stare in mezzo alla natura ricercando semi, fiori e foglie e stupendosi sempre della bellezza; ai miei nonni che mi han trasmesso l’amore per le proprie radici; agli abitanti del borgo di Issime che subito ci hanno accolto con amicizia e con cui spesso si condividono belle chiacchiere e conoscenza del territorio.

Insomma, l’ho scritto e poi inviato. Ed è stato scelto dalla giuria e pubblicato sul portale: una bella sorpresa! Qualche mese dopo mi è arrivato un libro fotografico omaggio e dei segnalibri (bellissimi!) che riportano una frase del mio racconto. Il bello però è la possibilità di partecipare a iniziative che puntano a valorizzare il territorio partendo dal locale. Viva le biblioteche e la loro intraprendenza!

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Fabio Dipinto dopo la proiezione al cinema Jolly di Villastellone

Fabio Dipinto, giovane film maker torinese, ha attraversato intere regioni a piedi, dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, per girare il documentario I volti della Via Francigena: sei settimane di cammino con la sua Reflex legata in vita e il cavalletto nello zaino. Un progetto che si è concretizzato grazie all’Associazione Europea delle Vie Francigene, al tour operator SloWays che promuove viaggi a piedi e in bicicletta e, ancora, al crowdfunding sulla piattaforma Eppela. Terminate le riprese ci sono voluti altri sei mesi per lavorare il materiale raccolto.

Il regista non ha seguito alcuna traccia, ha semplicemente scelto di intervistare chi trovava lungo il cammino: dallo scrittore Enrico Brizzi al rettore della confraternita san Giacomo di Compostela Paolo Caucci von Saucken, dal pellegrino all’ospitaliere, dallo storico al traghettatore che tiene il conto di quante persone trasporta con la barca sul Po (la Via Francigena è uno dei pochi cammini per cui è necessario attraversare dei fiumi). “Ho cercato di mettere in risalto i borghi, l’Italia meno scontata o turistica – racconta il regista, che già nel 2012 aveva affrontato il cammino di Santiago con la compagna – A causa della pioggia non ho solo potuto filmare un paio di giorni”. Il risultato è un docufilm ricco di belle cartoline fotografiche accompagnate da un’interessante narrazione dal il taglio fortemente umano.

Il cammino può assumere diversi volti, ognuno ha una motivazione personale per affrontarlo: ricerca di silenzio, bisogno di preghiera, desiderio di mettersi alla prova, voglia di prendersi una pausa dai soliti ritmi o più semplicemente desiderio di provare una vacanza alternativa. “Camminare permette di avere la mente libera, ma se si deve sviluppare una storia bisogna concentrarsi – chiosa Dipinto – Durante il viaggio sono riuscito a ritagliarmi degli spazi per riflettere e mettermi in contatto con la natura e con i silenzi”.

Guardando il film fa realisticamente capolino il pensiero di mettersi in cammino senza lasciarsi spaventare dai chilometri o dai cambiamenti climatici, per affrontare centinaia di chilometri ma soprattutto un viaggio interiore che aiuta a crescere umanamente e spiritualmente. Le musiche del pianista Andrea Cavallo contribuiscono a creare un clima suggestivo carico di silenzio che parla di raccoglimento, riflessione e stupore.

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Quando ci si prende gusto, le poesie dorsali nascono naturalmente. Così, durante la cena natalizia del gruppo di amici Anobii Torino, si è ripetuto il gioco di inventare un racconto con i titoli dei libri che giravano sui tavoli.

Oliver Twist Si fa con tutto il linguaggio Il viaggio di Elisabet seguendo Le avventure dello stampatore Zollinger con il Diario di un dolore per Il sangue dei fratelli ed esclama Come mi batte forte il tuo cuore!

Titolando (primo articolo)

Per capire la poesia dorsale

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Titolando

Nel cuore di Torino, in una tiepida sera di inizio settembre. Al termine di una cena tra amici anobiini (o anobiiani, cioè conosciutisi attraverso il social network librario www.anobii.com), sul tavolo si è creata una pila di libri. “Proviamo a creare una poesia dorsale” esclama qualcuno. E per chi non lo sapesse, si tratta di una composizione ideata concatenando i titoli di volumi impilati uno sull’altro (su poesia www.poesiadorsale.it vi sono informazioni ed esempi). Ma più che una poesia, questa volta gli amici anobiini hanno dato vita a un mini racconto ed ecco il risultato:

Indignatevi! Come dimagrire mangiando bene: Eat pray love! disse San Tommaso d’Aquino, Il giorno del giudizio. “Preferisco il paradiso” rispose Tobia che si trovava presso Le tre stazioni, Underworld, davanti a Il monte analogo. Ma, Bianca come il latte rossa come il sangue, Madame Malloy e il piccolo chef indiano fecero un Discorso sulla matematica contemplando La luna e i falò. Intanto, La 19a moglie, ricca di Stagioni, nel Palazzo Yacoubian e precisamente dentro La libreria del buon romanzo, accanto a I bastioni del coraggio, leggeva Le avventure di Tom Sawyer.

Ora tocca a voi lettori, provare a perfezionare il racconto con gli stessi titoli (dal basso verso l’alto). Buon divertimento!

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