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Posts Tagged ‘Oscar de la Borbolla’

Per giocare con la lingua occorre conoscerla. Di sicuro lo sa bene lo scrittore messicano Oscar de la Borbolla che ha scritto Las vocales malditas e lo sa bene anche Raul Schenardi che ha tradotto il suo libro in italiano per Edizioni Arcoiris. Un entusiasmante volumetto che racchiude cinque racconti definiti lipogrammi multipli monovocalici: in ognuno, cioè, vengono omesse quattro vocali ed è quindi scritto utilizzando parole con la stessa vocale. Per gustare meglio la lettura, a chi ancora non si è imbattuto in tali “esercizi di stile” (impossibile non richiamare a questo punto l’opera di Raymond Queneau), consiglio di immergersi prima nella nota del traduttore posta in appendice.

vocali maledette - cover

Devo ammettere, da addetta ai lavori così come da appassionata lettrice, che spesso al traduttore non viene attribuita la giusta attenzione, eppure senza di lui non si avrebbe il piacere di leggere opere di autori stranieri a maggior ragione se ha dato vita a una buona resa. Nel caso di Le vocali maledette il traduttore pare trasformarsi quasi nell’alter ego dello scrittore: deve fare i conti con le regole dettate dai lipogrammi tenendo conto della coerenza del racconto e allo stesso tempo andare a scandagliare struttura e lessico della lingua di arrivo oltre il naturale e l’ovvio. Schenardi cita Paul Valéry: “Le costrizioni, regole esteriori arbitrarie, obbligano a trovare relazioni e combinazioni situate fuori dal terreno spirituale creato dal bisogno immediato”. Nella nota è bello e interessante leggere come il traduttore si è posto nei confronti del lavoro e quali scelte ha dovuto compiere ampliando il concetto di traduzione: Las vocales malditas è stata una sfida anche per lui, a mio parere superata con ottimi risultati.

L’ordine dei racconti segue quello delle vocali: a, e, i, o, u. Nel primo si parla di Abraham che amava Sara e di costei che va da Baltasar: una lettura piana, talvolta cantilenante, in cui è protagonista la passione che fa quasi uno sberleffo. Il secondo, più breve, appaga la sonorità vocalica ed è caratterizzato da un buon grado di humor nero. “Il bikini di Mimi”, il cui tema chiave è la seduzione, ha toni sferzanti e divertiti (divertenti) accentuati dalle numerose espressioni onomatopeiche; nel quarto racconto, “Cosmo non ortodosso”, si incontrano toni più cupi assecondati dall’uso della vocale “o” e di una forte aggettivazione. Infine, leggendo l’ultimo racconto, “Un guru vudù”, il lettore non può che abbandonarsi alla logica del lipogramma che in questo caso trasforma tutte le vocali in u esaltando il gioco lessicale.

Un libro che consiglio a chi ama la lingua e a chi vuole scoprirne le risorse, a chi vuole giocare con le parole e a chi desidera, semplicemente, godere della lettura.

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