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A Natale, ma non solo

A volte, nel periodo natalizio succedono piccole cose che hanno un sapore quasi magico. Sarà la voglia di lasciarsi stupire (più del solito, direi) o il desiderio di cose belle (più attese del solito, diciamolo), ma pare che gli occhi osservino in modo diverso e lo spirito colga con maggiore intensità. Attimi che vanno oltre ciò che semplicemente appare.

#cosebelle come: una buona cioccolata calda condivisa di prima mattina, una telefonata inaspettata, una piacevole chiacchierata con chi fino a quel momento si conosceva solo grazie a un libro, un dono fiorito di bianco, pagine di un romanzo disseminate lungo la strada come i semini per Pollicino che scatenano la fantasia di tre bookblogger (vero @tazzinadi e @GloriaGhioni?), un ritardo che diventa opportunità e ancora una buona notizia. Che bellezza poi camminare in una via affollata del centro di Torino, durante una giornata già tanto ricca di auguri di Natale, e incontrare un gruppo di ragazzi che intona a cappella canti natalizi! Sono rimasta incantata ad ascoltare per alcuni minuti e ho conosciuto così il Coro G: stupendo! Un momento di letizia sceso nel profondo, grazie a tante piccole cose belle. E non c’entrano le luci, i negozi con festoni o la gente con i pacchetti tutt’intorno.

L’augurio, per me e per voi, è che ogni giorno si sappiano ricercare le cose belle (o come suggerisce @Fraintesa via twitter, #3cosebelle e non solo a Natale), coltivando il gusto per il sano stupore e ricercando il senso del buono e del vero oltre che del bello (citazione tratta dalle parole di un saggio, lo ammetto). Qualcuno lo augura anche in musica: “o è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”…

p.s: provate a indovinare titolo e autore della pagina senza libro! 😉

Albero di Natale in piazza Castello, Torino

Albero di Natale in piazza Castello, Torino

 

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Desideri e speranze, preghiere e parole di grazie ma anche racconti di vita che parlano di fatiche e dolori: tutto questo vi è nelle letterine appese al grande albero di Natale che si trova all’entrata della stazione di Porta Nuova a Torino.

C’è chi ha scritto un biglietto sul treno e chi l’ha preparato con calma a casa, chi ha scribacchiato velocemente qualche pensiero su uno scontrino e chi lo abbozza seduto ai piedi del pino illuminato insieme ad un paio di amici.

Studenti che chiedono bei voti a scuola e giovani che sognano il grande amore, ma anche lavoratori che temono di essere lasciati a casa e pensionati che dichiarano la propria solitudine. Bambini che attendono l’ultimo gioco pubblicizzato in televisione ed altri che sperano arrivi un fratellino. Mamme che desiderano la salute dei figli e ragazzi che trasformano la letterina di Natale in una pagina di diario. Gente che ricorda i Natali passati e gente che afferma di non credere al Natale ma vuole lasciare il proprio segno.

Molti si fermano a leggere i messaggi appesi all’albero e qualcuno prende una penna e risponde sui biglietti degli altri. Così quell’albero si fa storia, di ognuno e di tutti.

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