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Posts Tagged ‘Limone Piemonte’

Sono tornata per un weekend, in una cittadina sui monti piemontesi dove già cinque anni fa avevo trascorso una settimana per staccare la spina, da sola, una di quelle vacanze che restano memorabili per il gusto unico. Questa volta davvero un toccata e fuga, ancora da sola, e una conferma: ci sono luoghi che ci parlano più di altri anche per il modo in cui li viviamo. Forse la sicurezza del già provato (e già raccontato: qui), l’esser non distante trattandosi di un breve weekend, il desiderio di trovarsi in una località di montagna ma dal sapore vivo e caratteristico: tutto ciò mi ha fatto prender il treno un sabato mattina, neppure troppo presto (e se relax deve essere lasciamo anche l’auto a casa), con cambio veloce a Fossano e destinazione Limone Piemonte.

Mi sono portata due libri per farmi compagnia (un romanzo commedia di cui ho già visto il film almeno tre volte, così da valutare le differenze, e uno legato a un mistero e alla vita di un pittore: due storie diverse per poter scegliere in base al mood della vacanzina) ma ho letto poco perché mi sono lasciata distrarre osservando il paesaggio, facendo camminate e chiacchierando con una famiglia di compaesani incontrati per caso che mi hanno fatto scoprire il mondo degli appassionati della bicicletta ad alta quota. Io non ho pedalato ma ho seguito l’arrivo della corsa della Via del Sale: una gara ciclistica che si svolge su tre percorsi di chilometraggio differente. Mi sono persino trovata in mezzo a un raduno di auto d’epoca itinerante, dalle montagne a Nizza. Sono questi eventi di vita da paese che, secondo me, danno quel sapore festivo in più a un luogo per cui la vacanza (lunga o corta che sia) regala suggestioni oltre il paesaggio e ciò che fin da subito si ricerca.

E’ stato bello gironzolare per il paese scoprendo a ogni angolo un simpatico spaventapasseri con faccia gialla (colore che richiama il nome del centro), ripercorrere la strada romana, salire ai prati sopra le seggiovie e starsene seduta ad ammirare le vette un po’ velate da qualche nuvola, seguire sentieri camminare senza preoccuparsi della meta o dell’ora.

A ogni vacanza corrispondono anche scoperte culinarie e sapori che arricchiscono il nostro bagaglio esperienziale di cui si gode al ricordo (o forse sono solo io che lego i piatti ai luoghi visitati?) e io in questi promemoria sono brava. Quindi, ecco un abbinamento per me nuovo e gustoso, prosciutto di cervo con valerianella e albicocche alla Taverna degli Orsi (cena simpatica anche grazie al personale), e la stupenda marmellata di limoni servita a colazione al Piccolo Parco (non avevo dubbi sul voler tornare in questo hotel per il clima famigliare e la cura dei dettagli, ho sorriso vedendo più ricca la libreria per gli ospiti posta all’ingresso ed è stato piacevole chiacchierare con il titolare davanti a foto delle vette che circondano Limone).

Due giorni come una madeleine proustiana arricchita da incontri e nuove piccole esplorazioni, due giorni che non restano parentesi perché il viaggio ha un’eco che suggerisce idee e abbatte confini, sempre.

“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”
John Steinbeck

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Una cittadina di montagna deve saper custodire l’armonia con le vette che la circondano, con i boschi e i pianori. Ed è così che mi si è presentato il centro di Limone Piemonte, con le case in stile chalet e la strada principale di acciottolato che porta sulla piccola piazza dove ci sono il Comune, la chiesa e la fontana. Facile pensare che quello sia davvero il cuore della vita di un piccolo paese (che si arricchisce di abitanti nei mesi estivi ed in quelli della stagione sciistica). Il primo giorno mi sono imbattuta nella festa “d’la carera granda” per la via sopra la piazza: un piccolo mercatino delle pulci, i negozianti che offrivano degustazioni ed esponevano prodotti, balli accompagnati da fisarmonica e clarinetto, animazione per i più piccoli e lotteria di beneficienza; ne ho approfittato inoltre per scoprire caratteristici angoli tra le case, andando alla ricerca di segni che parlassero anche di altri tempi e dell’anima del paese. La stessa piazza di fronte al Comune ogni sera si è animata con musica, spettacoli e sfilate (persino quella delle aspiranti Miss Italia 2012), attirando numerosi visitatori dai complessi e dai paesi vicini. E per gli appassionati della lettura c’è un’attenzione particolare a Limone che va oltre l’organizzare qualche presentazione con gli autori e si concretizza con il progetto “Biblioteca a cielo aperto”: nelle chiese e per le strade è possibile trovare una scatola per il bookcrossing, dove si possono lasciare e prendere gratuitamente romanzi, saggi e fumetti (ce ne sono in tutte le lingue). Che piacevole sorpresa notare un angolo per lo scambio dei libri anche nella hall dell’hotel in cui ho soggiornato (non è mia abitudine rivelare dettagli così “personali”, ma quando si trova qualcosa di bello è difficile non condividerlo, quindi ecco l’Hotel Piccolo Parco): Alberto, il gestore (anche ottimo cuoco!), invita gli ospiti a scegliere e portare in camera il volume che preferiscono leggere durante il soggiorno e non di rado capita che qualcuno, andandosene, lasci i propri libri sullo scaffale.

La prima lunga passeggiata che in genere affronta chi arriva a Limone è quella indicata come la Strada Romana che porta al Colle di Tenda (10 chilometri per un dislivello di 850 metri): un’antica via di cui pare fosse a conoscenza anche Annibale quando discese in Italia nel 218 a.C. La prima parte costeggia il fiume, ha tratti con viale alberato ed altri in cui si apre ai prati con qualche albero da frutta e a piccoli boschi; molte le panchine presso cui sostano anziani e famiglie. Da Tetti Mecci lo scenario cambia; passata la statale (ahinoi, è così) si arriva a una gradinata che conduce di nuovo sulla via Romana fino a Limonetto, da dove poi si sale ancora…

Fin da bambina mi è sempre piaciuto andare su per le montagne e anche in questi giorni ho assaporato piccole fatiche nelle salite e grandi soddisfazioni nel trovarmi di fronte all’imponenza delle rocce e alla maestosità del verde. Stupenda la camminata che parte da Limonetto e conduce all’Alpe di Papa Giovanni (un posto di vera quiete!) e ai prati di San Lorenzo. Qui si incontrano tante marmotte, che prima fanno capolino dalle loro tane e poi guardano con curiosità chi passa facendosi ancora meno timorose se dallo zaino si tira fuori una carota per offrirgliela. Il sentiero prosegue quindi per la Rocca dell’Abisso diventando più irto e sassoso, ma resta ben delineato… altro però – lo ammetto – non saprei specificare perché mi sono fermata prima. Incantata dalla natura circostante, un capolavoro! In questi casi le parole nascono spontanee o arrivano sussurrate.

Una vacanza all’insegna della poesia (quella pura e quella meditata), scandita ogni sera da alcuni versi di Prevert in francese dipinti sulla parete della mia camera (cosa squisitamente romantica e “librariamente” genuina), che ora riporto nella versione in italiano.

Questo amore

Così violento

Così fragile

Così tenero

Così disperato

(…)

Questo amore così vero

Questo amore così bello

Così felice

Così gaio

(…)

Tendici la mano

E salvaci. 

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