Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘libro’

simonelli torino

Read Full Post »

20 novembre: ricorre oggi la Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Infatti, proprio il 20 novembre 1989 veniva approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia.

Ma non ci sono solo le notizie (la maggior parte di cronaca, ahimè!) che permettono di riflettere su questo tema; poche ore fa, ad esempio, ho terminato di leggere un libro che mi ha appassionato (dalla prima all’ultima pagina) e che racconta la storia di due ragazzi di culture differenti con diritti negati. Il gusto proibito dello zenzero, Jamie Ford, edizioni Garzanti (2010).

Trama (dall’interno della copertina). Seattle. Nella cantina dell’hotel Panama il tempo pare essersi fermato: sono passati quarant’anni, ma tutto è rimasto come allora. Nonostante sia coperto di polvere, l’ombrellino di bambù brilla ancora, rosso e bianco, con il disegno di un pesce arancione. A Henry Lee basta vederlo aperto per ritrovarsi di nuovo nei primi anni Quaranta. L’America è in guerra ed è attraversata da un razzismo strisciante. Henry, giovane cinese, è solo un ragazzino ma conosce già da tempo l’odio e la violenza. Essere picchiato e insultato a scuola è la regola ormai, a parte quei pochi momenti fortunati in cui semplicemente viene ignorato. Ma un giorno Henry incontra due occhi simili ai suoi: lei è Keiko, capelli neri e frangetta sbarazzina, l’aria timida e smarrita. È giapponese e come lui ha conosciuto il peso di avere una pelle diversa. All’inizio la loro è una tenera amicizia, fatta di passeggiate nel parco, fughe da scuola, serate ad ascoltare jazz nei locali dove di nascosto si beve lo zenzero giamaicano. Ma, giorno dopo giorno, si trasforma in qualcosa di molto più profondo. Un amore innocente e spensierato. Un amore impossibile. Perché l’ordine del governo è chiaro: tutti i giapponesi dovranno essere internati e a Henry, come alle comunità cinesi e, del resto, a tutti gli americani, è assolutamente vietato avere rapporti con loro. Eppure i due ragazzini sono disposti a tutto, anche a sfidare i pregiudizi e le dure leggi del conflitto. E, adesso, quarant’anni dopo, quell’ombrellino custodisce ancora una promessa. La promessa che la Storia restituisca loro la felicità che si meritano.
Un romanzo d’esordio che ha sorpreso e incantato, rivelandosi un fenomeno editoriale unico. Uscito in sordina negli Stati Uniti, ben presto ha scalato le classifiche di tutto il paese e ha venduto migliaia di copie solo grazie al passaparola dei lettori. Ambientato durante uno delle epoche più buie e dolorose degli Stati Uniti,Il gusto proibito dello zenzero è una storia indimenticabile e commovente di speranza e determinazione, di abbandono e di rimpianti, di lealtà e coraggio che esplora la forza eterna e immutabile dell’amore. Booktrailer

Il gusto proibito dello zenzero è un romanzo che cattura chi ama le storie che sanno di autenticità, ben contestualizzate con l’aiuto anche di riferimenti storici. C’è anche sentimento, tratteggiato con intimo realismo. Il lettore cammina al fianco di Henry e Keiko e si interroga su come questi due ragazzi di cultura diversa ma profondamente legati riescano a sopportare tanto odio intorno a loro, li vede crescere e attraverso i loro occhi osserva la dura realtà. Tra le pagine si sente respirare l’anima “di zenzero” di Seattle, della parte che ha ospitato cinesi e giapponesi: allora si ringrazia l’autore che – in un’intervista in appendice – racconta di essersi a lungo documentato e aver camminato per le strade della città con un taccuino in mano per fare schizzi e prendere appunti. E, leggendo, quanta voglia di metter davvero piede in quell’hotel Panama, ancora oggi scrigno di ricordi e storia! Chi ama il jazz resta di sicuro affascinato da questo libro perché lo sente in sottofondo, è un ritmo che impregna la scena e scorre nelle vene dei principali protagonisti; inoltre, qua e là si incontrano citati grandi nomi della scena musicale degli anni ’40 come il pianista Oscar Holden (padre della cantante Grace), Floyd Standifer e Buddy Catlett. Ancora, non resta deluso chi cerca una storia a lieto fine: non neghiamolo, a metà del racconto si può forse iniziare ad intuire cosa accadrà nelle ultime pagine eppure l’happy end non risulta banale tanto le vicende sono raccontate con verismo.

Chiuso il libro, tornando con l’attenzione ai giorni nostri, mi son chiesta quanti bambini e ragazzi si trovino ancora a vivere in situazioni come quella di Henry e Keiko…

Read Full Post »