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Posts Tagged ‘librerie’

La passione per la lettura è un atteggiamento non esclusivo: si leggono i propri libri, ma tanto più si è lettori forti quanto più si è portati anche a “sbirciare” i libri degli altri. Ogni libro può essere motivo di condivisione e di conoscenza. Poi, aggiungiamo un pizzico di deformazione professionale e in me fa capolino anche la naturale curiosità di sondare gusti e tendenze. Questo, succede nella propria città così come in vacanza.

C’è un luogo che amo e considero casa (nel senso più ampio) e vacanza (il mio buen retiro), allo stesso tempo: Calvi e la Balagne, in Corsica. Chi segue Inchiostro Indelebile ormai conosce la cittadina e la sua regione perché ne ho già parlato (qui). Anche qui il vissuto si intreccia con il gusto per la lettura.
Primo appuntamento mattutino con il quotidiano Corse Matin per restare aggiornati su cronaca locale e iniziative dell’isola: ad esempio, come quest’anno, il piacere di leggere sul posto la notizia del ritrovamento di un quadro di Picasso su una imbarcazione a Calvi, di scoprire artisti e artigiani corsi che lavorano per valorizzare le risorse del territorio, di apprendere fatti che coinvolgono il tessuto sociale nel quale ti immergi per un periodo e semplicemente la voglia di entrare ancor meglio nella realtà che ti circonda.

Immancabili, ovviamente, i libri: me ne sono portata solamente due, ben sapendo che sarei andata a far un giro nelle librerie della zona. Parlano di storia (quella con la lettera maiuscola) che si intreccia con storie di amore (inseguite e trovate, perse e riallacciate), persone che cadono e si rialzano e sognano e progettano. Purgatorio di Tomas Eloy Martinez (edito da Sur), romanzo coinvolgente che ben rappresenta i toni della letteratura sudamericana, spinge il lettore sul filo del surreale permettendogli di incontrare passato, presente e futuro in un unico anello narrativo. Si cammina al fianco di Emilia che vuole ritrovare il marito Simon scomparso trent’anni prima in seguito all’arresto da parte del regime dittatoriale; si ripercorrono i suoi ricordi, si conoscono i punti bui da cui cerca di evadere e quelli di luce a cui mira che conducono inevitabilmente a Simon. Quando nella mente di Emilia tutti i punti della sua storia sembrano riannodati, nell’animo del lettore regna ancora il desiderio di sondare e fare chiarezza: “La vera identità delle persone sono i ricordi”.
Ho iniziato a leggere Canto della tempesta che verrà dello scrittore svedese Peter Froberg Idling (edito da Iperborea) proprio sulla spiaggia, in una giornata in cui il cielo sembrava ammiccare al titolo del libro. Clima suggestivo. Lettura affascinante fin dalla prima pagina per lo stile del linguaggio e l’architettura: tre sezioni, una per ogni protagonista del triangolo (il giovane idealista Sar, l’ambizioso Sary e l’affascinante Somaly), raccontate da una voce esterna che pare più vicina al primo. La Cambogia del 1955 reduce dal dominio francese è lo scenario in cui amore e potere duellano per contendersi la supremazia sulla sorte dei tre. Un libro intrigante e riflessivo. Una citazione riecheggia: “E’ il silenzio che libera la parola (…) Ma se nessuno ascolta, qual è il valore della parola?”.

I miei avvistamenti librari? Sulle spiagge ho notato molti romanzi in lingua francese di Mary Higgins Clark e di Guillaume Musso (in Italia pubblicati da Sperling & Kupfer), di Marc Levy (In Italia con Rizzoli) e alcuni di Jean – Marc Souvira e di Paula Hawkins. E’ sbarcato con furore in Corsica anche l’ultimo capitolo delle sfumature di grigio e su diversi scaffali campeggiano i libri della canadese e Premio Nobel Alice Munro.

Dai miei tour nelle librerie, sono riemersa con due libri che profumano di storia, letteratura e Corsica (amo tornare a casa da ogni viaggio con pagine che possono poi, in qualche modo, ricondurmi in quel luogo).

libri Corsica 2015

Non siamo sempre noi a cercare libri, a volte sono loro a chiamarci e a farsi trovare. Così è stato sul traghetto per l’Italia, tratta Bastia – Livorno: accanto a un tavolino con vista mare, ho conosciuto due ragazzi emiliani, Iacopo e Gloria: dal loro zaino, oltre a una cartina dell’isola su cui abbiamo ripercorso le rispettive vacanze, è uscito Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov che stavano leggendo insieme. E poi a parlare ancora di musica (Iacopo è pianista e compositore e suona nel gruppo jazz Twins Quintet) e suggestioni culinarie (dai formaggi corsi al miele), di studi (da medicina a comunicazione) e di progetti. Che bella la naturalezza che caratterizza gli incontri che vanno oltre i luoghi comuni e arricchiscono lo scambio! Prima di salutarsi e scendere a terra, Iacopo mi regala ancora un consiglio di lettura: Storie impreviste di Roald Dahl (edito da Tea). Ecco quindi svelata quale sarà una delle mie prossime letture.

cartina

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Quando viaggio mi piace fare attenzione a quali libri incontro. Sul treno o in nave, in aereo o anche solo facendo una passeggiata per le strade cittadine. Un’occasione per cogliere i gusti della gente. Talvolta nasce la curiosità sul perché sia stato scelto proprio quel libro e dal come ci si immerge nella lettura si possono intuire ad esempio l’attenzione al testo e all’argomento e il rapporto con le pagine scritte…

Ecco alcuni scatti e impressioni raccolte durante la vacanza in Corsica (dell’isola ho già parlato in altri due post: Ile de Beauté e Il linguaggio del mare). Tra le letture degli italiani sulle spiagge della Balagne, primeggiano E l’eco rispose di Kaled Hosseini e Inferno di Dan Brown, seguiti a ruota da Io che amo solo te di Luca BianchiniMandami tanta vita di Paolo di Paolo e Zero zero zero di Roberto Saviano. Tra i titoli francesi,  molti gli avvistamenti del romanzo erotico Cinquante nuances de Grey di E. L. James, specialmente in mano agli uomini (qui un recente articolo di Le Huffington Post) e molti anche i lettori del giallista statunitense Harlan Coben; le donne invece pare preferiscano i romanzi di Marc Levy e di Guillaume Musso (a questo punto voglio assaggiarne un paio pure io). Ho fatto un giro inoltre in diverse librerie (impossibile starci lontana!), che per la verità in Corsica sono edicole ben fornite anche di narrativa francese e internazionale e di testi su storia, tradizioni e attrattive locali.

E se qualcuno se lo stesse mai domandando… io ho iniziato la mia vacanza leggendo Tokyo blues di Haruki Murakami.

 

libri Murakami

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Un lungo serpentone di libri: così appare Portici di Carta, manifestazione giunta alla quarta edizione svoltasi sabato 18 e domenica 19 settembre nel centro di Torino. Migliaia di persone hanno potuto passeggiare in via Roma, piazza Carlo Felice e piazza San Carlo godendosi un’immensa libreria a cielo aperto (i portici hanno per fortuna salvato l’evento dalla pioggia della prima giornata). Se il Salone del Libro di Torino è nato principalmente come spazio per gli editori, Portici di Carta vuole sostenere chi i libri li vende. Ben 147 i librai ed editori che hanno partecipato, coinvolgendo anche scrittori che per un paio di giorni si sono trasformati in librai. Il percorso è stato scandito da diciassette vie tematiche, raggruppando le librerie in base ai generi di libri che le caratterizzano: si passava così dalla Via delle Arti a quella degli Editori Piemontesi, dalla Via del Libro Ritrovato a quella del Benessere… Fin dalle prime luci dell’alba sono entrati in azione quei giovani della Fondazione del Libro che gli organizzatori, durante l’incontro di apertura, hanno definito degli “sherpa” (termine che indica le guide e i portatori di alta quota ingaggiati per le spedizioni himalayane, ndr) e a cui molto si deve per la parte logistica dell’evento. I librai hanno portato scatoloni di libri, messo tovaglie e posizionato le bandiere con il nome del proprio punto vendita, e dato il via alla kermesse.

Il libro è un veicolo particolare per far circolare speranze e progetti” così hanno esordito gli organizzatori. Da una parte l’assessore alla Cultura della Regione auspica di riuscire ad esportare la manifestazione anche nelle aree periferiche della città. Dall’altra, l’ideatore dell’evento e rappresentante dei librai ribadisce la finalità di Portici di Carta: “Vogliamo andare incontro anche a chi non legge – sottolinea Rocco Pinto – Vogliamo far sentire il peso dei luoghi della lettura. La città è un laboratorio interessante, ma spesso si è distratti da grandi eventi. I luoghi della lettura da valorizzare e vivere sono le scuole, le biblioteche e le librerie; se questi luoghi non funzionano, il resto sono solo chiacchiere”. Durante la presentazione, non manca un accenno alla legge Levi sulla riforma dell’editoria: “E’ una brutta legge già passata alla Camera e prossima al Senato – chiosa Pinto – La situazione del mondo dei libri è faticosa”.

“Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte”. Queste parole le leggiamo nell’incipit di Se una notte d’inverno un viaggiatore scritto da Italo Calvino. E l’edizione 2010 di Portici di Carta è dedicata proprio allo scrittore nato a Cuba nel 1923 e cresciuto a Sanremo, che a Torino ha frequentato la facoltà di Agraria e poi vi ha ambientato il romanzo La giornata di uno scrutatore ed il racconto popolare I giovani del Po. E’ stato ancora Calvino ad indicare in Torino “la città ideale per lo scrivere… Torino è una città che invita al rigore, alla linearità, allo stile. Invita alla logica, e attraverso la logica apre alla follia” (da Eremita a Parigi, Pagine autobiografiche, 1960). Quindi, di conseguenza, Torino è anche la città della lettura.

…C’è un uomo sulla sessantina che legge un saggio sul filosofo Kant davanti alla statua di piazza San Carlo; un giovane con i capelli fino alle spalle che, camminando spedito lungo via Po, divora le pagine di un giallo; c’è una mamma che racconta una storia alla sua bimba seduta sul passeggino indicandole gli animali rappresentati su un libro colorato e a forma di fiore; c’è una poco più che diciottenne che va alla ricerca di un libro sull’alpinismo da regalare al suo fidanzato. C’è un libraio che seduto dietro il suo banco curiosa tra le pagine di un tascabile appena tolto dall’involucro di cellophane e il cui titolo si spera non sia profetico, “L’ultimo libro”; ci sono quattro ragazzi di uno stand che promuovono una neonata collana economica e ai passanti fanno provare ad usare un ebook; c’è una donna con un accento che tradisce l’origine tedesca che cerca una pubblicazione ricca di fotografie sulle principali vie della città e c’è una quindicenne tutta vestita di nero, biondissima e con i capelli raccolti sulla nuca, che sorride immersa in un volume rosa titolato “Guida agli uomini”…

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