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Posts Tagged ‘lettori’

Ogni festival letterario e ogni fiera ha un taglio particolare e qualcosa per cui si distingue al di là del tema. Il clima, soprattutto. pordenonelegge è una manifestazione che resta nel cuore! Una città a misura d’uomo con un bel centro storico si veste di giallo e nero per oltre una settimana: vetrine e mezzi di trasporto (persino le biciclette dei cittadini) hanno tutti qualche addobbo o scritta che richiama la “Festa del libro con gli autori”. In alcuni locali di Pordenone si trovano persino menù a tema. Al centro dell’attenzione però c’è molto di più: gli scrittori raccontano le proprie opere; le presentazioni si svolgono in antichi chiostri, auditorium, sale, cinema e anche nelle piazze. A vegliare sul buon svolgimento di ogni evento ci sono gli “Angeli”, giovani con magliette gialle che sul retro hanno disegnate delle ali: indirizzano il pubblico, danno informazioni, distribuiscono il materiale e riordinano gli spazi; sempre sorridenti e molti sono interessati a comprendere come funziona il mondo del libro perché vivono la lettura come una passione.

pordenonelegge 2014: (da sin) Noemi Cuffia, Gloria Ghioni, Michela Zin, Sara Bauducco

pordenonelegge 2014: (da sin) Noemi Cuffia, Gloria Ghioni, Michela Zin, Sara Bauducco

Ho partecipato a pordenonelegge lo scorso anno come giornalista e blogger: per quattro giorni ho seguito interessanti incontri con scrittori, chiacchierato con organizzatori, colleghi e amici, scambiato qualche battuta con i lettori, ascoltato le prove di un concerto, mangiato piatti tipici e visitato la città (sono persino salita in cima al campanile del duomo). Ho scoperto libri e gettato i semi per nuove idee e progetti. Tutto ciò ho raccontato sul blog (qui) e sui social. Quest’anno, invece, potendo solamente seguire gli eventi a distanza, ho deciso di dare spazio a chi ha le mani in pasta nell’organizzazione: ecco quindi l’intervista a Michela Zin, membro della Fondazione Pordenonelegge.it.

pordenonelegge significa letteratura e la città vive questa manifestazione non solo nei luoghi d’incontro con gli autori, ma anche per le strade che si tingono di giallo. C’è un motivo per questo colore e come viene scelto il logo di anno in anno?

La scelta del giallo e nero risale al 2000, anno in cui nacque pordenonelegge. Fu una proposta di chi ci aiutò nell’avvio della prima edizione e, a dire il vero, all’inizio non ci entusiasmava. Con gli anni però abbiamo apprezzato la solarità del giallo e il legame ai caratteri di stampa del nero. Ora questi due colori caratterizzano così tanto pordenonelegge e sono entrati con così tanta forza nell’immaginario collettivo che sarebbe difficile pensare di farne a meno. E la nostra città quando si colora di giallo e nero, è bellissima! La scelta dell’immagine è merito del nostro studio grafico (DM+B & Associati) in particolare di Patrizio De Mattio che da sempre ci sorprende per le sue originali proposte. Anche quando non sembra esserci nessun aggancio evidente alla manifestazione, se non magari il solo richiamo a uno dei due colori, siamo i primi a stupirci per il celato legame. Inoltre, a noi piace molto che anche il nostro pubblico si costruisca un perché, si senta libero di vivere il proprio pordenonelegge fin da quando facciamo uscire l’immagine di quell’edizione.

Gli angeli di pordenonelegge sono una risorsa importante dal punto di vista organizzativo e una presenza che concretizza il significato dell’accoglienza. Ognuno con un compito ben preciso. Può essere un modello esportabile per altre manifestazioni?

Gli angeli sono il nostro orgoglio. Soprattutto perché si criticano sempre le nuove generazioni accusandole di essere poco coinvolte nelle attività pubbliche o nel sociale. Invece i nostri ragazzi sono una bellissima eccezione. Il ricorso ai giovani é sicuramente un modello già utilizzato da molti altri festival anche se credo che la nostra impostazione non abbia uguali. Diamo loro regole precise e una formazione puntuale ma vogliamo anche che comprendano di essere un tassello fondamentale di quel meraviglioso puzzle che è pordenonelegge. Il risultato è che loro si sentono responsabilizzati e noi soddisfatti di quel che fanno per noi. Motivarli, responsabilizzarli e gratificarli credo siano i nostri punti di forza.

Cosa ha significato la partecipazione di pordenonelegge al Salone del Libro di Torino quest’anno?

Abbiamo proposto agli organizzatori di occuparci della poesia portando nel nostro stand quanto, con Librerie Coop, avevamo creato a pordenonelegge nel 2014. E abbiamo proposto molti incontri su questo tema. È stato un successo, anche più del previsto. Questo ci ha permesso di stringere ancor più le relazioni con la Fondazione che cura il Salone del Libro e ritagliarci un momento di grande visibilità a livello internazionale. Del resto, il tema della poesia è uno di quelli su cui stiamo lavorando già da alcuni anni e che ha dato vita, per esempio, al censimento dei poeti italiani under 40 e alla pubblicazione di volumi ed ebook con le raccolte di alcuni di questi giovani.

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Il logo dell’edizione 2015, che si svolge dal 16 al 20 settembre, è simpatico e “gustoso”: una serie di girelle di liquirizia. Nomi illustri nel programma che è inaugurato da Daniel Pennac con il suo nuovo libro L’amico scrittore (Feltrinelli): da Marcelo Figueras a David Leavitt, da Nicola Lagioia a Antonia Arslan…

Quali sono i punti di forza e le peculiarità dell’edizione 2015?

Il programma realizzato dal Comitato artistico – guidato da Gian Mario Villalta con Alberto Garlini e Valentina Gasparet – è anche quest’anno di altissimo profilo. Difficile sottolinearne i punti forza per me che l’ho visto nascere di giorno in giorno. Credo che anche quest’anno ci sia una grande attenzione a proporre ospiti e temi non banali, a creare dialoghi inusuali, a stuzzicare nuovi percorsi o punti di vista innovativi. Ecco, credo che da sempre pordenonelegge si distingua per questo, per essere un festival originale. E se poi vogliamo riprendere quanto sottolineato dai curatori nella presentazione del programma, l’edizione di pordenonelegge 2015 si caratterizza per un esame attento delle parole “crisi” e “futuro”, indissolubilmente legate tra loro ma con un interessante strumento per approfondirne conseguenze, prospettive e attese: il libro.

pordenonelegge vive anche durante l’anno , oltre il periodo della rassegna, per valorizzare il rapporto tra cultura e territorio attraverso gite in luoghi letterari, incontri e concorsi. Avete già pensato a cosa attuare tra 2015 e 2016?   

Da quando è nata la Fondazione effettivamente abbiamo messo ordine alle molte iniziative che già realizzavamo e ne abbiamo proposte di nuove. L’idea è quella di diventare una sorta di agenzia culturale a disposizione del territorio. Ad esempio per i prossimi mesi abbiamo proposto il corso “Tradurre la narrativa” perché sappiamo bene quanto sia importante il lavoro “artigianale” che deve fare un traduttore. Torneranno sicuramente le nostre visite sul territorio in compagnia di autori che hanno avuto un grandissimo successo e, dopo il pordenonese, passeremo a esplorare nuove aree. Non mancheranno poi le nostre pubblicazioni, altri percorsi di scrittura creativa, collaborazioni in regione, fuori regione e anche con altri festival internazionali con i quali stiamo scrivendo un progetto europeo. Il marchio pordenonelegge, insomma si diffonderà nell’arco di tutto l’anno.

Quali incontri seguirai dell’edizione 2015?

Come ormai accade fin dalla prima edizione, purtroppo nessuno! Nonostante per un anno intero, si lavori intorno a quell’incontro o a quell’ospite, quando é l’ora di vederlo sul palco, per noi dell’organizzazione e per i curatori é tempo di correre in un altro luogo, rispondere a una necessità del momento, risolvere qualche imprevisto. O forse potrei anche rispondere tantissimi, perché nel mio correre da un angolo all’altro della città per vedere che tutto stia andando come abbiamo programmato, ho sempre la fortuna di avere una visione speciale, arrivando proprio in prossimità del palco. Giusto in tempo per carpire qualche battuta, scambiare uno sguardo con i curatori o con gli angeli per verificare che tutto sia ok ed è già tempo di rispondere al telefono o correre da un’altra parte. È comunque un privilegio per noi poter entrare in contatto con questi ospiti illustri per tutta la fase preparatoria. E un loro passaggio in segreteria per un saluto durante le giornate o una mail di ringraziamento post festival ci gratifica di tutto il lavoro fatto.

 

 

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I consigli di lettura si presentano nei modi più diversi e fanno breccia quando entrano in sintonia con il momento parlando alla tua vita. Al Salone del Libro di Torino ho arricchito la mia wishlist lasciandomi guidare anche da citazioni e pareri di “lettori forti”, librai e editori scritti su post-it in bella vista sulle copertine o da accostamenti curiosi e interessanti…

Girando tra gli stand:

 

Non mancano i consigli di lettura nati per un evento organizzato da @Stoleggendo, #ZeroGradiDiSeparazione, a cui hanno partecipato diversi #readerguest tra cui la sottoscritta in combinata con Anna Da Re (che lo ha raccontato qui):

A questo punto immagino che anche voi abbiate appuntato qualche titolo per le prossime letture estive…

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flyer Desiati

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Quando viaggio mi piace fare attenzione a quali libri incontro. Sul treno o in nave, in aereo o anche solo facendo una passeggiata per le strade cittadine. Un’occasione per cogliere i gusti della gente. Talvolta nasce la curiosità sul perché sia stato scelto proprio quel libro e dal come ci si immerge nella lettura si possono intuire ad esempio l’attenzione al testo e all’argomento e il rapporto con le pagine scritte…

Ecco alcuni scatti e impressioni raccolte durante la vacanza in Corsica (dell’isola ho già parlato in altri due post: Ile de Beauté e Il linguaggio del mare). Tra le letture degli italiani sulle spiagge della Balagne, primeggiano E l’eco rispose di Kaled Hosseini e Inferno di Dan Brown, seguiti a ruota da Io che amo solo te di Luca BianchiniMandami tanta vita di Paolo di Paolo e Zero zero zero di Roberto Saviano. Tra i titoli francesi,  molti gli avvistamenti del romanzo erotico Cinquante nuances de Grey di E. L. James, specialmente in mano agli uomini (qui un recente articolo di Le Huffington Post) e molti anche i lettori del giallista statunitense Harlan Coben; le donne invece pare preferiscano i romanzi di Marc Levy e di Guillaume Musso (a questo punto voglio assaggiarne un paio pure io). Ho fatto un giro inoltre in diverse librerie (impossibile starci lontana!), che per la verità in Corsica sono edicole ben fornite anche di narrativa francese e internazionale e di testi su storia, tradizioni e attrattive locali.

E se qualcuno se lo stesse mai domandando… io ho iniziato la mia vacanza leggendo Tokyo blues di Haruki Murakami.

 

libri Murakami

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Pensieri abbozzati in ordine alfabetico sul #SalTo13 (Salone del Libro 2013, 16 – 20 maggio), così come l’ho vissuto. Attimi, persone e occasioni: il valore aggiunto all’esperienza del Salone è dato proprio dalle persone con cui si condivide.

Autori. Incontrati, visti passare tra gli stand e ascoltati alle varie presentazioni di libri. Sono i veri protagonisti del Salone del Libro e di tutte le fiere di settore. Una delle cose più affascinanti è scoprire il loro volto tra le pagine dei libri e sentirli raccontare di quale è stata la scintilla da cui è partita la scrittura. Autori famosi e autori esordienti, ma anche autori potenziali che passano dagli editori a portare il loro manoscritto. E di fondo son tutti accomunati dallo stesso desiderio: comunicare e leggere il proprio nome sulla copertina.

Book to the Future. Una sala che ha ospitato decine di incontri sull’editoria digitale. Qui si è svolto anche l’incontro “Recensioni 2.0: come la rete racconta i libri” (in cui ho avuto le mani in pasta) a cui hanno partecipato i rappresentanti di alcune realtà che trattano di libri sul web: Barbara Bottazzi per Gli Amanti dei Libri, Morgan Palmas per Sul Romanzo, Barbara Sgarzi per Zazie, Alberto Bullado per ConAltriMezzi (qui una sintesi dell’intervento) e Giovanni Bersani e Irene Nicaso in qualità di lettori Anobii che danno vita ad incontri in libreria a Torino. Due i punti evidenziati da tutti i relatori: occorre scrivere recensioni di qualità e fare rete anche fuori dal web per un costante aggiornamento sull’esempio dei blog letterari inglesi e americani.

Casa CookBook. La novità dell’edizione 2013 del Salone del Libro, uno spazio che ha unito libri e cucina. Tanta la gente in coda allo stand della Ferrero per ritirare il sorbetto (anche la sottoscritta vi ha fatto un paio di puntatine) o a quello della Lenti per affettare il prosciutto, ma anche dimostrazioni dal vivo tra i fornelli (invitante il profumo che a tratti si spandeva nel padiglione 3).

Evelina e le fate. E’ il libro scritto da Simona Baldelli e pubblicato da Giunti Editore che ho avuto il piacere di presentare nello spazio Kobo sabato 18 maggio. Un romanzo che da un po’ mi faceva l’occhiolino su facebook e che era nella mia wish list: una copertina dai toni morbidi e un titolo che evoca una dimensione magica. Pagine lette tutte d’un fiato e una chiacchierata che ha travalicato le pagine del libro rievocando un momento storico forte del ‘900.

Gli Amanti dei Libri. Testata online che si occupa di editoria con cui collaboro e che per il secondo anno è stata media partner dello spazio Incubatore. Bello veder arrivare amici e colleghi da diverse regioni per raccontare insieme in diretta il Salone!

Incubatore. Uno spazio che “coccola” le piccole case editrici con meno di due anni di attività introducendole al confronto con grandi editori e professionisti del settore. Qui ho conosciuto ad esempio Kuma edizioni, che ha in catalogo anche un libro – kamishibai intitolato “Foresta blu”: caratterizzato da pagine cartonate e da altre di carta velina trasparente dipinta, è un volume che si può montare a capanna, sfogliare da due parti ma soprattutto leggere insieme a qualcuno; insomma, un progetto che esalta il piacere dell’esperienza della lettura per grandi e piccoli. Ancora, quest’anno ha fatto il suo esordio Rêves: il quaderno dei sogni che ha in catalogo un solo titolo (impossibile definirlo libro e riduttivo chiamarlo quaderno). Si tratta di un volumetto dalla copertina viola su cui si possono annotare i propri sogni e scoprire le coincidenze che talvolta regala la vita: la numerazione delle pagine sembra casuale, ma in verità permette un gioco di rimandi per raccogliere diversi indizi (coordinate geografiche, parole in codice, ritornelli…) che condurranno a un luogo reale in cui un piccolo sogno (dell’editore, ma non solo) si può lanciare.

Letti di Notte. E’ un’iniziativa lanciata da Marcos y Marcos e accolta da numerosi altri editori che si concretizzerà il 21 giugno quando le librerie indipendenti resteranno aperte anche di notte (qui il sito con tutte le info) per ospitare eventi originali che partono dai libri come letture collettive, improvvisazioni teatrali, pigiama party letterari, giochi…

Miraggi Edizioni. Molto di questi giorni l’ho vissuto anche con la redazione di Miraggi (che squadra!) e con gli altri “abitanti” dello stand Nuovi Editori Indipendenti.

Stand. Ogni casa editrice l’ha personalizzato perché il lettore si sentisse in un luogo originale. Minimum Fax ha ricreato una casa con tanto di credenza e tavolino con bottiglia di vino; Marcos y Marcos ha allungato una tavolozza di colori con le copertine dei propri libri; Elliot ha dipinto una grande porta nella parete davanti al tavolo espositivo perché i libri permettono di entrare in un altro mondo; Ediciclo ha appeso delle biciclette in legno e posizionato di fianco allo stand un risciò per portare i libri in bici dentro alla fiera; Tic ha portato un frigo rosso su cui ha attaccato tanti magneti e parole; lo spazio della regione Umbria che ha raccolto oltre cinquanta editori; Liberos ha attrezzato uno spazio incontri con sedie e tavolini per rendere il clima più informale…

Twitter. Impossibile stare senza durante il Salone! Twitter è comunicazione immediata via web, occasione di lancio notizie e di contatto veloce o di aggiornamento. Basta lanciare un “Appena arrivata a #SalTo13” che qualcuno risponde “Passo tra un’ora, dove sei?”, oppure salutare con un #ff per ricevere il buona giornata da chi condivide i tuoi stessi interessi. E se il confronto e lo scambio di idee si infittiscono nasce la voglia di conoscersi oltre twitter, si moltiplicano le occasioni di incontro a fiere ed eventi di settore e nascono progetti interessanti. E’ successo così ad esempio con @tazzinadi (che al Salone ha presentato “Il metodo della bomba atomica” insieme a Dario Voltolini) e @uncronista, @SimonelliSav e @mgiacomello, @lultimovampiro (intervistato da Hub09 dopo di me) e @patrizialadaga, @ArtNite e @nascpublish, @SignorinaLave e @SedCetta, @Imparafacile e tanti altri… E’ nata su twitter anche la colazione degli uffici stampa #TwitteriEditori, un appuntamento che ha permesso di mettere sul tavolo idee e riflessioni sul proprio lavoro in un clima amichevole (@iguanadan ne parla qui). “Assolutamente da ripetere!” ci si è detti e già c’è chi ha lanciato la proposta di un #twitteritivo…

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Lettrici del gruppo Anobii Torino con un kindle

Cosa leggere? Con l’arrivo dell’estate ci si trova di fronte alla scelta dei libri da portare in vacanza: qualcuno chiede consigli agli amici (Inchiostro Indelebile l’ha già fatto lo scorso anno), altri si lanciano alla ricerca di recensioni o direttamente sugli acquisti lasciandosi tentare dalla trama riportata sulla quarta o dal titolo. Ma non si parla solo di libri cartacei perché aumenta il numero di chi sceglie i libri digitali, prodotto su cui stanno investendo sempre di più le case editrici. Ecco quindi alcuni lettori forti e professionisti nel settore editoriale che spiegano perché conviene leggere ebook in vacanza (e non solo). Affido così a loro anche i suggerimenti di lettura, che spaziano dai classici ai gialli contemporanei e dalla saggistica ai romanzi femminili.

Noemi Cuffia, lavora come free lance in pubblicità ed editoria e aggiorna spesso il suo blog, Tazzina-di-caffè. Su twitter la si trova come @tazzinadi.
In vacanza con l’ebook perché… è un formato leggero e agile, e mi restituisce l’emozione della novità rendendo l’esperienza della lettura ancora più avvincente. Questa estate leggo… Natalia Ginzburg, La strada che va in città e altri racconti, di Einaudi. Perché… mi piace associare al mio ereader la lettura dei classici che ho più amato. Natalia Ginzburg, poi, è la mia scrittrice preferita da sempre!

Gabriele Alese, responsabile della produzione digitale per Edizioni E/O ed Europa Editions. “Faccio gente, vedo cose” è ciò che si legge sul suo profilo twitter.
In vacanza con l’ebook… per non dover sacrificare letture allo spazio in valigia; per poterne mettere una decina nel carrello virtuale e poterli imbarcare senza pagare una sovrattassa per il limite di peso. Questa estate leggo… perché… Attualmente sto leggendo Toxic (Helgason, ISBN ed.), divertentissimo. La lista estiva comprende qualche classico colpevolmente dimenticato (e che non andrebbe dimenticato, ora che dall’e-reader è possibile goderseli senza suscitare l’impressione di volersi far notare) e tanta narrativa: ho già preparato Chiedi e ti sarà tolto (Lipsyte, Minimum Fax ed.) – avevo apprezzato Venus Drive dello stesso autore; Il professionale (Cornia, Feltrinelli ed.) – un consiglio ricevuto; Respiro corto (Carlotto, Einaudi ed.), perché… è Massimo Carlotto.

Salvatore Nascarella si occupa di marketing digitale e formazione accreditata in editoria medica. Su twitter è @nascpublish. Blogger a corrente alternata su leggoergosum.
In vacanza con l’ebook perché… non voglio cambiare zaino e perché posso cambiare lettura ogni sera. Non so ancora cosa leggerò, ma ho già fatto una discreta scorta di ebook (narrativa e saggistica). Sceglierò in base ai tempi di viaggio e relax. Sicuramente comprerò un libro di carta all’aeroporto che leggerò in vacanza e abbandonerò da qualche parte per altri potenziali lettori: è una forma di bookcrossing “privata”. Lo faccio da anni.

Marco Giacomello, giurista (www.marcogiacomello.com) rintracciabile su twitter come @mgiacomello.
In vacanza con l’ebook perché… è comodo, pratico e leggero; posso acquistare libri ovunque e ad ogni ora del giorno. Questa estate leggo… Calico Joe di Grisham; Punk Capitalismo di Mason; Sua Santità di Luzzi; alcuni vecchi libri di De Giovanni; L’ultimo Hacker di G. Ziccardi. Perché… amo i gialli, i thriller e le inchieste.

Sharon Sala, professione difficile a diversi sono un Web project manager, designer con un pizzico di social qualcosa. Sono anche una Girl GeekDinners Milano. Leggo perché mi piace, ho iniziato da piccola divorando libri per bambini, per ragazzi e anche quelli di mia madre, amante della lettura anche lei.
In vacanza con l’ebook perché… pesa di meno e posso portare tutti i libri che voglio oltre alle guide turistiche per la vacanza; perché mi conosco e se porto quei 5 libri di carta che voglio leggere non ne leggerò nemmeno uno, perché avrò voglia di altro. Perché leggere sul Nintendo (articolo su sharonsala.it) in spiaggia non è facile visto lo schermo luminoso e un ebookreader è molto meglio. Questa estate leggo… perché… Se manterrò i buoni propositi finirò la lettura di Il valzer lento delle tartarughe di Pancol Katherine, seguito del libro Gli occhi gialli dei coccodrilli e finirò con Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì. Ho iniziato la trilogia per le recensioni positive lette in rete e ho trovato la storia bella e avvincente, la trama gira intorno alle vicende di donne, dalla più piccola di 11 anni alla più grande oltre i 60. Le mie letture continueranno su un genere molto commerciale, ma tutto il parlare di questa trilogia mi ha fatto venire la curiosità, inoltre penso che sotto l’ombrellone vadano bene delle letture leggere e non impegnative che sappiano coinvolgerti, ma che ti permettano di abbandonare la lettura per un tuffo senza sentire la mancanza dei protagonisti, delle vicende, delle emozioni che spesso un libro sa darti. Dimenticavo, parlavo di Cinquanta sfumature di grigio, Cinquanta sfumature di nero, attendendo anche Cinquanta sfumature di rosso. Con questo spero di chiudere la saga delle trilogie per quest’anno e passerò a libri che iniziano e finiscono… Sicuramente devo cominciare a leggere gli arretrati, libri che ho comprato ma ancora non ho letto, come: L’America non esiste, perché New York è il mio sogno nel cassetto e visto che per ora sembra irrealizzabile almeno la vivo nelle storie degli altri. L’amore ai tempi del colera e Addio alle armi: due classici perché reputo sia giusto inserire nelle proprie letture annuali almeno qualche classico, non solo per bagaglio culturale, ma se si ama leggere è giusto conoscere un po’ anche la storia delle letteratura e i libri più belli mai scritti.

Elena Asteggiano, redattrice editoriale e blogger di eBookReaderItalia.com, su twitter la si trova con il nickname di @redattore.
In vacanza con l’ebook perché… sull’inchiostro elettronico si legge bene come se fosse carta e ci si può portare tanti titoli senza problemi di spazio e peso della valigia. Questa estate leggo… qualcosa che mi riporti alla giusta dimensione umana dopo un anno intenso su social network ed editoria digitale, un titolo, insomma, che parli di tecnologie digitali, ma svelandone alcune contraddizioni in termini: Insieme ma soli di Turkle Sherry, edito da Codice Edizioni (2012, ePub con social DRM).

Giorgio Bianco, giornalista e scrittore di “gialli esistenziali” (La morte vola e Notizie fredde). Amante della montagna, sognatore un po’ decadente.
In vacanza con l’ebook perché… non è soltanto pratico, ma offre anche prospettive e stimoli nuovi per la lettura: l’ebook è la democrazia della cultura, una vera rivoluzione per l’accesso al libro. Con meno di 2 euro si acquista Alla ricerca del tempo perduto di Proust. E’ fantastico. Questa estate leggo… i racconti di Carver perché risponde al mio bisogno di arte e malinconia. Leggo anche Achille Campanile (Gli asparagi e l’immortalità dell’anima) perché risponde al bisogno d’ironia. Rileggo Paesi tuoi di Pavese, perché arricchisce lo spirito della terra delle mie origini.

Giuseppe Spezzano (@septhewolf1), startupper presso il sito Bookolico (@bookolico). “Da quando ho conosciuto i libri elettronici non riesco più a farne a meno” afferma.
In vacanza con l’ebook perché… posso portarmi dietro più libri senza preoccuparmi del peso. Perché posso annotare ed evidenziare senza paura di rovinare il libro. Perché in qualsiasi momento posso collegarmi alla rete ed acquistare un libro nuovo. Perché trovo sia molto comodo. Questa estate leggo… Dieci piccoli indiani di Agatha Christie perché è uno dei libri più famosi della scrittrice britannica, perché amo il giallo ed amo Agatha Christie ed è uno dei pochi libri di questa scrittrice che ancora non ho letto. Credo sia una di quelle letture adatte all’estate e perché è arrivato il momento di sanare questa mia lacuna per un così grande classico. The Start-Up of You di Reid Hoffman perché credo sia una lettura, per me, istruttiva; perché WIRED consiglia di leggerlo e perché Reid Hoffman, cofondatore di Linkedin, nel libro consiglia di leggere WIRED. E perché credo sia necessario sapersi adattare ai cambiamenti in un mondo sempre più incline al mutamento.

* i link sono stati segnalati dagli stessi intervistati

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