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Posts Tagged ‘Guido Catalano’

Quando Eleonora, la libraia, mi ha chiesto di presentare Guido Catalano con il suo ultimo romanzo Tu che non sei romantica (Rizzoli) ho subito pensato che sarebbe stato un evento divertente e mi avrebbe fatto piacere perché ho già seguito altre presentazioni del poeta torinese diversi anni fa, ma stando o dietro le quinte o tra il pubblico; in questo caso, stuzzicarlo con domande e condividere alcuni spunti della mia lettura sarà una cosa ancora diversa…

Una storia da romanzo (con dentro un altro romanzo segreto), ma anche se sulla copertina è riportata tale definizione, non ci si aspetti la classica struttura narrativa. Vi è un gustoso intreccio di avvenimenti che ruotano attorno alla situazione sentimentale di  tal Giacomo Canicossa, “poeta professionista vivente” che narra in prima persona, vi sono sentimenti di ogni tipo, “allucinazioni” e sorte di monologhi interiori, simpatiche telefonate con l’editor della Grande Casa Editrice e improbabili dialoghi con il Piccolo Chimico stabilitosi in casa sua, incursioni nella rete di Tinder e non in ultimo una libreria che diventa casa di scrittura per il poeta. I capitoli sono brevi, ognuno resta come un affresco nel grande quadro, e c’è un bel ritmo dato dal linguaggio che strizza l’occhio alla poesia: stile inconfondibilmente catalaniano. L’ho letto tutto d’un fiato, impossibile non farlo!

Ci sono pagine in cui ho sottolineato lunghe frasi che sono pennellate autentiche dell’oggi, in cui ho disegnato uno smile accanto a un paragrafo che mi ha scatenato una bella risata (reale, sonora e piacevole), in cui ho impresso una grande freccia vicino a parole che mi hanno fatto tornare in mente chiacchiere e battute di alcuni anni fa (non perché già sentite, ma perché tra quelle righe ho ritrovato Guido così come l’ho conosciuto: ironico e serio, sagace e divertente, profondo e fantasioso, scanzonato ma grande osservatore e naturalmente poetico). Ho sottolineato, fatto schizzi e preso appunti a matita, ma con il senno di poi penso che non mi sarebbe spiaciuto farlo con quei colori fosforescenti che a volte uso sugli appunti nelle agende delle presentazioni, perché la storia che racconta Guido, pur imperniata su una delusione d’amore (con annessi e connessi) e su una quotidianità che potrebbe sembrare frammentata, ha tonalità vivaci… e non a caso, forse, ripenso agli intrugli che il piccoletto realizzava nel salotto del protagonista (riferimento comprensibile solo per chi ha già letto il libro).

Termino con una frase ripresa a grandi caratteri sulla quarta di copertina (dove non ho avuto il coraggio di fare sottolineature nè segni o cuoricini), una domanda che va oltre le risate e l’ironia lasciando il segno e interrogando: “Chi salverà il mondo se non ci amiamo?”

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