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Posts Tagged ‘fiabe’

Il mercato editoriale per l’infanzia è in continua espansione e sembra essere quello che resiste meglio alla crisi del settore; aumentano le case editrici che scelgono di dedicare una collana del proprio catalogo ai più piccoli, tuttavia, proprio per la quantità di titoli che escono ogni anno, occorre che chi acquista libri per bambini prenda in considerazione non solo volumi belli ma anche di buona qualità e costruttivi per la crescita, pensando alla esatta fascia di età e individuando temi, argomenti e stimoli di lettura. Ci sono figure professionali che usano la lettura come uno strumento chiave per accompagnare i bambini alla scoperta del proprio mondo interiore e di quello circostante; ma ogni adulto può sperimentare la bellezza di condividere la lettura con i più piccoli. Margherita Bauducco, dottoressa in Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica e psicomotricista emotivo-relazionale ad indirizzo Aucouturier, spiega il senso e l’importanza di leggere insieme ai bambini.

“Il libro e la lettura ci accompagnano per tutto l’arco della nostra vita: a quanti di noi sarà capitato di aprire un libro e di leggersi tra le sue righe, facendoci immedesimare, ridere, piangere, emozionare ed al termine di accorgerci di quanto ciò che abbiamo letto abbia influenzato e sia stato catalizzatore di scelte successive. Succede “ai grandi” e a livello differente, probabilmente meno consapevolmente, succede “ai più piccoli”. La lettura, alla sera, prima della nanna ma anche in altri momenti della giornata, diventa uno spazio importante per la crescita dei nostri bambini, uno spazio di condivisione con l’adulto che si “abbassa” fisicamente al livello del bambino ed entra insieme a lui nel mondo del “C’era una volta”. Non leggiamo per loro, ma leggiamo con loro; non leggiamo perché fa bene ma leggiamo perché ci emozioniamo e ci divertiamo; non leggiamo per passare una morale o una legge ma leggiamo per creare un mondo condiviso con il nostro bambino.

All’interno di quelle pagine il bambino inizia a conoscere se stesso e a conoscere il mondo esterno, scopre delle emozioni simili alle sue e inizia a dare dei nomi a quelle emozioni, non vivendole sulla propria pelle ma spostandole in un altro spazio e tempo. Diventa un’opportunità che si dà al bambino per riconoscersi in quel personaggio e poter superare quella situazione critica. Le fiabe organizzano le pulsioni in scenari fantasmatici e permettono di stabilire un legame tra rappresentazioni di cose poco articolate e rappresentazioni di parole elaborate dal senso comune.

Non forniamo immagini, ma stimoliamo i nostri bimbi a crearsi le proprie immagini che li renderanno più creativi, li aiuteranno a trovare strategie nuove e a differenziarsi. Al contrario della televisione (e parlo della poca e buona televisione per i bambini) che dà immagini già preconfezionate, le favole e le fiabe aiutano l’immaginazione perché il bambino deve rappresentarsi lui stesso scene e situazioni.

Educhiamo i bimbi ad ascoltare, leggiamo insieme a loro fin da quando sono piccoli; diversi studi hanno dimostrato l’utilità di leggere ai bambini in periodo neo-natale, infatti  lo stimolo a svolgere un nuovo compito, come quello di ascoltare, aumenta la sopravvivenza dei nuovi neuroni che si stanno formando: senza compiti i nuovi neuroni svaniscono. Anche la medicina sottolinea l’importanza della lettura, come tanti pediatri consigliano, e si sta inoltre diffondendo un’educazione all’ascolto attraverso progetti utili ed affascinanti come Nati per leggere, attivato a livello nazionale nelle biblioteche comunali, o come l’utilizzo della fiaba in sedute psicomotorie.

LacrimeCheVolanoViaDi pari passo con l’educazione alla lettura, si sta espandendo anche il mondo dell’editoria dedicata ai nostri bimbi. Da professionista vorrei segnalare le collane dei Babalibri, dai 12 mesi ai 7 anni, in cui troverete sicuramente il libro che fa al caso vostro: dalla delicatezza e semplicità di Lacrime che volano via di Sabine De Greef per i più piccolini, alla ricerca dell’identità grazie a Piccolo blu e piccolo giallo (un classico della letteratura infantile), passando dalle divertenti avventure di Sono io il più forte! e Sono io il più bello! di Mario Ramos, storie di un lupo di cui non si potrà non innamorarsi. Racconti per ogni età, per ogni emozione e per ogni periodo critico: un aiuto per le mamme che spesso si trovano a non sapere come affrontare le paure dei loro bimbi. Non meno rilevante è il prezzo: è possibile infatti anche comprare il volume in brossura con cui si abbattono i costi rinunciando alla copertina rigida (affarone in periodo di crisi).

Carattere distintivo di un buon libro per bambini è la semplicità delle parole, la mia prima automobilechiare e che non devono confondere, comprensibili e autentiche. Tra i tanti libri consiglio, per i più grandicelli dai 5 anni (a causa della lunghezza), La mia prima automobile di Peter Schossow (Beisler editore), un’avventura a due che farà sicuramente avvicinare i bimbi più grandi ai fratellini più piccoli: un ottimo modo per immaginare insieme. Particolarità: la storia è accompagnata dai cartelli stradali che vediamo tutti i giorni, così, anche in questo caso, si impara divertendosi.

Luna JimmyLibri che arrivano da tutte le parti del mondo come La luna e il bambino di Jimmy Liao, illustratore famoso e ideatore di una storia che ha venduto più di 5 milioni di copie tra Oriente, Europa e Stati Uniti e portata sul mercato italiano da Gruppo Abele ma che purtroppo, forse perché non ben promossa, da noi non ha avuto la stessa fortuna. Un libro delizioso, dolce, che parla della luna e di un bambino che la trova per caso e ne diventa amico inseparabile fino a quando la lascerà andare per continuare a farla risplendere; una storia che affascina i più piccoli per le sue immagini e la dolcezza con cui è raccontata e lascia incantati i più grandi, una fiaba che accarezza ognuno di noi.

Il libro che io non dimentico? E’ un libro “scoperto” in uno dei miei viaggi, di una casa editrice francese la Gallimard-Jeunesse che crea libri pop-up (quei libri che vivono in tre dimensioni ogni qual volta si apre una pagina), libri magici se si guardano con gli occhi dei bambini. A loro si deve la migliore rappresentazione di Le Petit Prince, da inserire nella wish list per gli amanti del genere, in Italia edita da Bompiani (qui).

Infine, un consiglio alle mamme e ai “grandi” in generale: leggete, inventate e raccontate storie ai vostri bimbi! La fantasia è a costo zero ed è il tesoro più arricchente che possiamo passare; un tesoro che può aiutare a far evolvere in maniera più serena i bambini e diventare il vostro patrimonio familiare l’inizio di una storia che sia la vostra storia”.

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Gippa (foto di Gabriella Ceron)

Suona per passione e insegna a cantare e creare musica ai bambini: Gippa, all’anagrafe Giuseppe Fortunato, è un geometra che ha finito i suoi studi al conservatorio di Torino specializzandosi in flauto traverso ed ora lavora in campo educativo scolastico cercando di coniugare la quotidianità in chiave musicale. “Ho avuto tantissimi sogni da bambino, ma quelli che mi venivano meglio erano legati all’immagine di me seduto con la radio accesa mentre tengo il tempo e in un attimo ero ovunque volessi – racconta il musicista 34enne – Oggi è più o meno uguale. A volte è da questi momenti che nascono le emozioni giuste per relazionarsi con la musica”. Tutto parte dalla passione. Durante i laboratori musicali la classe si trasforma in una sala di registrazione: così Gippa insegna i testi delle canzoni ai bambini raccontando come sono nate le parole e si sono trasformati i dialoghi dei personaggi delle fiabe, spiega come comportarsi davanti ad un microfono e come sentire la musica in cuffia, ma soprattutto cerca di far capire che ognuno può esprimere molto con la propria voce.  Su youtube si possono trovare sei canali con i video delle sue creazioni: flute out raggruppa pezzi ri-arrangiati con il flauto; gippatube è dedicato alle sue canzoni pop-rock-latin; su ilsuonodiCharlie si trovano varie canzoni didattiche frutto di laboratori nelle scuole; chescirechannel è il canale delle canzoni scritte da Gippa su Alice nel paese delle meraviglie che hanno caratterizzato un intero corso didattico; in ozistherainbow ci sono canzoni a tema sul film “Il Mago di Oz” ed infine in galleriadeibriganti si possono ascoltare canzoni ideate per raccontare la fiaba “I Musicanti di Brema”.

Quali generi musicali hai “masticato” crescendo e quali preferisci? Ci sono artisti che consideri dei “maestri”?

A scuola ho avuto un’impostazione “stra-classica”, non solo classica. Disciplina e applicazione, silenzio e pedalare. Ma ho sempre ascoltato di tutto, a 360 gradi, anche la “tunz dance”. L’artista pop italiano che considero “comunicatore per eccellenza” è Lorenzo Jovanotti mentre non mi piacciono artisti o gruppi che scrivono testi vittimisti. Credo che chi scriva musica abbia una grande responsabilità: donarla in modo costruttivo, positivo; prendiamo ad esempio Romeo e Giulietta di Nino Rota: è struggente ma tocca note che non ti fanno mai perdere la “speranza”.

Insegni musica ai bambini lasciando che siano loro a creare. Come avvengono le lezioni e quali sono le reazioni dei bambini?

Mi piace farmi trasportare dalle loro idee, sentire che cosa piace, leggere emozioni nell’ esposizione di un’idea; la realizzazione della canzone Dado Dadino, che ho musicato con una classe per un laboratorio, ha seguito proprio questo iter. Quando insegno le canzoni ai bambini, le lezioni sono un mix tra gioco, disciplina e scherzo; ogni tanto credo di sembrare anche un po’ “pazzo”, ma io mi sento normalissimo. I bambini rispondono anche in modo maggiore a quello che gli do proprio perché sono bambini ed il filtro nelle emozioni lo hanno solo gli adulti.

Quale spazio dovrebbe essere dato alla musica nelle scuole e cosa può veicolare?

Per quello che ho visto io, da quando lavoro nelle scuole, fino a qualche anno fa il modello scolastico italiano per la primaria era molto funzionale e dava molto spazio alla musica: certo, aveva ampi margini di miglioramento davanti, ma una buona base. Credo che ogni singolo istituto, avendo un proprio discreto budget, potesse scegliere con relativa “tranquillità” l’attività didattica musicale più indicata; ora, con tutti questi tagli statali e, secondo me, una scuola pubblica sempre più alla rovina, quello che una volta era un diritto non lo è più, la musica in un certo senso sembra un bene di “lusso” e la prima cosa che si fa in un qualsiasi sistema che zoppica è “tagliare” iniziando proprio dal lusso. Eppure la musica contribuisce all’integrazione culturale e l’Italia ne ha bisogno, è un bene quindi iniziare a seminarla proprio dai più piccini. La musica deve essere insegnata da chi ne ha competenza e la sa rimandare nel giusto linguaggio, altrimenti si possono fare anche grossi danni (senza nulla togliere alle maestre, non si può insegnare tutto nella vita).

Oggi la televisione propone diversi programmi in cui i bambini si mettono alla prova, cantano e suonano imitando i grandi con brani ideati per i grandi. Da insegnante di musica, cosa ne pensi? Vi possono essere differenze in ambito musicale in base all’età?

Tutto questo non mi piace e non seguo questi programmi. Il bambino ha un’identità delicata e le responsabilità dell’adulto nei suoi confronti sembrano svanire quando inizia a specchiarsi in quello che vorrebbe vedere per lui. Parliamoci chiaro: sono i genitori che portano il proprio bambino in questi programmi. Il bambino ha talento ed è bravo? Vuole suonare o cantare nella propria vita? Ok, ecco il mio consiglio: studiare, forgiarsi, crescere e a quel punto la televisione sarà ancora lì, ma allora si tratterà di una sua scelta. Ripeto, i bambini hanno “identità delicata” e l’orco cattivo della televisione si chiama “Share” ed è molto egoista.

Quali progetti hai per il futuro e quali sogni nel cassetto?

Che bella domanda! Voglio risponderti con una frase di Linus che ho letto e mi è così piaciuta che l’ho fatta subito mia. Charlie Brown: “Cosa ti piacerebbe essere da grande?”, Linus: “Felice da fare schifo!”. E io aggiungo, “ovviamente non da solo”.

Un paio di assaggi di brani di genere differente firmati Gippa:

Heigh-ho! (sulla fiaba “I sette nani”)

Le emozioni

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