Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘editori’

Ogni viaggio in Corsica (più ci vado e più me ne innamoro) è anche occasione per curiosare nelle librerie dell’isola e in particolare in quelle della Balagne, regione a nord ovest (ne ho parlato qui). Per la verità, le librerie così come le intendiamo noi italiani sono poche; è più facile trovare edicole con un’ampia sezione – ben organizzata – dedicata sia ai libri di storia corsa sia ai romanzi di vario genere. Una scelta che mira forse a raccogliere l’attenzione dei turisti.

I nomi di autori francesi che spiccano sugli scaffali sono Marc Levy, Catherine Pancol e Guillaume Musso; tra i corsi c’è Jerome Ferrari (consiglio Il sermone sulla caduta di Roma, edito in Italia da e/o). Non mancano poi i noti Jonathan Coe e Arto Paasilinna. In bella vista sugli scaffali (non ci sono pile di volumi vicino alla cassa né classifiche dei più letti o dei più venduti, ma talvolta alcuni espositori singoli per elevare maggiormente un libro) anche alcuni italiani: Erri De Luca, Silvia Avallone (Acciaio è molto amato dai francesi), Umberto Eco, Irene Cao  che quest’anno ho avvistato più volte sulle spiagge e Alessandro Baricco con il suo Mr Gwyn edito da Gallimard.

 

 

Annunci

Read Full Post »

Il Salone Internazionale del Libro di Torino è ogni anno occasione di incontri con colleghi e scrittori, professionisti vari del mondo dell’editoria e amici che amano la lettura. Anche l’edizione 2014 mi ha regalato occasioni di confronto e conoscenza, chiacchiere amene e libresche: cinque bei giorni intensi!

Ecco alcune foto…

Read Full Post »

Edizioni di Comunità è una realtà che affonda le radici nel passato, legge in chiave critica il presente e guarda al futuro in modo costruttivo. Fondata nel 1946 dall’imprenditore e politico Adriano Olivetti (1901 – 1960), la casa editrice è tornata a rivivere nel 2012 sotto la guida del nipote Beniamino de’ Liguori Carino e ha partecipato quest’anno per la prima volta al Salone del Libro di Torino. In catalogo raccoglie gli scritti, per lo più inediti, di Olivetti e lo stesso logo (una campana) è simbolo del  risveglio culturale e spirituale che si promuove attraverso le pubblicazioni. “E’ un progetto divulgativo di natura quasi monografica che s’innesta nelle diverse attività che da cinquant’anni svolge la Fondazione Adriano Olivetti per attualizzarne il pensiero attraverso una progettualità di tipo sperimentale e che, fino a oggi, ha anche permesso di tenere viva la memoria di quell’esperienza” spiega de’ Liguori. I libri di Edizioni di Comunità, caratterizzati anche da un elegante ma essenziale veste grafica, attirano l’attenzione soprattutto dei giovani che cercano riferimenti coerenti capaci di legare contesto sociale e vita politica. Il direttore editoriale de’ Liguori racconta lo spirito che anima il lavoro di redazione.

Cosa si prova a ridar vita ad un progetto che fa parte della propria storia famigliare, così come dell’Italia, e come si coniuga l’idea originale con il contesto attuale?

E’ una domanda complicata che ha che fare con il confronto che si ha con la propria storia e con il carico emotivo e psicologico che questa porta con se’, nel mio caso come in quello di qualsiasi persona. Lasciando perciò fuori dalla risposta quello che mi riguarda più direttamente e intimamente, che non credo sia interessante, direi soprattutto il peso della responsabilità. Soprattutto in questo caso perché, in termini generali, l’esperienza delle Edizioni di Comunità è stata una tra le iniziative editoriali più importanti del Novecento italiano, sebbene questo, un po’ come accaduto per la storia olivettiana in generale, non sia stato riconosciuto fino in fondo, o perlomeno non fino ad oggi.  Rifare quelle Edizioni sarebbe francamente impossibile, e peraltro non è in nessun modo la nostra ambizione. Ma vogliamo cercare di recuperare lo spirito che sottintendeva quella iniziativa, che poi in fondo è lo spirito diciamo così olivettiano. Non a caso ripartiamo e abbiamo come primo e principale obiettivo proprio quello di mettere in relazione i temi di attualità del pensiero di Adriano Olivetti con la contemporaneità, e lo facciamo quindi pubblicando anzitutto i suoi scritti, a distanza di anni dalle ultime edizioni e in forme nuove, inedite.

Mi pare importante intendersi cosa significhi oggi Adriano Olivetti. È infatti nel sentimento d’identità con gli aspetti più significativi e profondi della sua esperienza che, perlomeno individualmente, mi è possibile affrontare in modo sereno anche il legame personale, familiare. L’esperienza di Adriano Olivetti rappresenta un patrimonio collettivo dell’Italia di oggi e non solo di quella di allora, ed è un patrimonio dell’intelligenza nel quale, mi pare, ci si riconosce anzitutto come persone, in particolare quelle della mia età. Per certi versi, come abbiamo scritto nelle prime pubblicazioni, la voce di Adriano Olivetti è più chiara oggi di cinquant’anni fa e oggi, per tante ragioni di contesto socio culturale, siamo più disponibili ad ascoltarla nelle sue note più forti. L’idea del lavoratore che è prima di tutto e irrinunciabilmente una persona, la pretesa di una vocazione spirituale e più alta per la politica, la preoccupazione per il benessere di tutto il Paese, inteso come una “comunità”, sono esigenze che ormai quasi tutti sentono e che Adriano Olivetti aveva a suo tempo intuito, ben prima che diventassero evidenti, se non addirittura essenziali per il futuro, a tutti come lo sono oggi.

Devo dire che sono poi molto fortunato perché, oltre che nell’identità che l’iniziativa editoriale ha con le prerogative statutarie della Fondazione, il progetto delle Edizioni vive anche grazie alla passione e alla profonda corrispondenza che le persone che sono in vario modo e a vario titolo coinvolte in questo progetto sentono di avere con quello che la storia di Adriano Olivetti rappresenta: Alberto Saibene e Angela Ricci, e in particolare i ragazzi di BeccoGiallo (Guido, Federico e Davide) che, con BeccoGiallo Lab, lavorano insieme a me nella realizzazione di questa iniziativa, e Marco Peroni, che è la voce capace di raccontare quello che facciamo ai librai indipendenti e nei luoghi dove cerchiamo di distribuire la nostra proposta editoriale autonomamente. Ecco, esiste insomma un’adesione generazionale e di sentire comune, in questo progetto, che mi pare che meglio di ogni altra cosa possa in fondo rispondere alla tua domanda.


“Abbiamo portato in tutti i villaggi le nostre armi segrete: i libri, i corsi, le opere dell’ingegno e dell’arte. Noi crediamo nella virtù rivoluzionaria della cultura che dona all’uomo il suo vero potere”. E’ uno dei pensieri chiave del libro “Il cammino della Comunità”, cosa occorre fare perché oggi si riesca a concretizzare una reale diffusione della cultura?

Francamente io a questa domanda non so cosa rispondere. Noi facciamo libri, o meglio cerchiamo di raccontare, in modo comprensibile ma per questo non incompleto, una tra le più grandi iniziative democratiche di questo paese. Non spetta a noi dire cosa si possa fare. Certo ci sono alcuni aspetti progettuali e di merito dell’esperienza olivettiana di cui sarebbe interessante testare l’applicazione oggi. Ma leggere quelle parole di Olivetti che abbiamo messo sul piatto di copertina del libro introdotto da Salvatore Settis (Il cammino della Comunità), mi pare producano un coinvolgimento profondo che è universale e che allo stesso tempo può diventare esperienza concreta del singolo. Perché il potere e la forza rivoluzionaria della cultura, che sono poi per Olivetti strumenti di solidarietà, di giustizia, oltre che di conoscenza, si legano sempre alla responsabilità di chi la accoglie e la assume come reale punto di riferimento. Mi pare allora, e vengo alla domanda, che anzitutto sia importante capire l’importanza di quelle parole anche e soprattutto per il metodo cui rimandano, che se ne colga in modo autentico e al di là della retorica degli slogan l’importanza vitale per orientarsi, collettivamente, come comunità appunto, oggi. Le politiche seguiranno. Quello che cerchiamo di fare come Edizioni di Comunità è restituire i contenuti dell’esperienza di Adriano Olivetti attraverso la pubblicazione delle cose che ha scritto (nelle due collane che gli abbiamo dedicato: Humana Civilitas e Olivettiana, e attraverso un’altra collana in allestimento che coniugherà in modo calibrato pubblicazioni solo in ebook con pubblicazioni tradizionali), di restituire dicevo anche quel livello spirituale, direi di empatia emotiva che la storia e le parole di Adriano Olivetti producono nel lettore e in chi si avvicina al racconto della sua storia. La tecnica e la scienza per costruire un mondo materialmente più fascinoso e spiritualmente più realizzato, questo diceva, e ha tentato di costruire, Adriano Olivetti. Mi sembrano parole alle quali, perlomeno io, ho sempre riconosciuto una potenza immaginifica che tocca corde molto profonde di una persona. E’ un approccio essenziale per conoscere e acquisire il senso profondo della storia di Adriano Olivetti e della sua personalità così inconsueta e, come è stato detto, veramente unica proprio per aver coniugato queste due anime che spesso sembrano essere state invece messe in conflitto, all’interno di un progetto imprenditoriale e di riforma della società straordinariamente efficace (anime che peraltro si trovano anche nel catalogo delle Edizioni di Comunità del periodo olivettiano infatti).

Quale è il titolo delle Edizioni a cui sei maggiormente legato e perché?

I titoli fanno tutti parte di uno stesso discorso che si va completando e arricchendo, ma forse “Il mondo che nasce” è quello che per ora meglio esprime l’idea complessiva delle Edizioni, o meglio che definisce in modo chiaro gli aspetti che, prima ancora dei contenuti di merito, rappresentano al meglio il fascino e la suggestione che la figura di Adriano Olivetti incarna. Che è, dicevo, anzitutto istintiva, pura si potrebbe dire. Alcuni degli scritti che raccoglie non erano mai stati pubblicati prima, ma tutta l’antologia in sé è inedita ed è il racconto dell’esperienza olivettiana fatto dalla viva voce di Adriano Olivetti. In questi discorsi e negli scritti si percepiscono chiaramente le difficoltà, la maturazione costante e i continui ampliamenti di prospettiva che hanno caratterizzato la storia olivettiana. Si vede davvero nascere il mondo che Adriano Olivetti voleva realizzare e ha in parte realizzato, e che oggi è una nostra eredità e forse traccia i perimetri del mondo che vorremmo e che ci aspettiamo per il futuro. Così come nostra è la responsabilità di farlo nascere seguendo le tracce che Olivetti ci ha lasciato. La quarta di copertina del mondo che nasce lo dice esplicitamente, definisce il libro “un’agenda ideale per costruire un mondo davvero nuovo”. È così che l’abbiamo pensato ed è un’idea cui è difficile non legarsi.

Cosa c’è nel futuro di Edizioni di Comunità?

C’è ancora tanto lavoro da fare sugli scritti originali, che riproporremo nella chiave attuale, ma c’è anche un grande universo letterario che ruota intorno ad Adriano Olivetti e che è fondamentale per comprenderne appieno la persona e l’esperienza. E quindi alle collane già presentate Humana Civilitas e Olivettiana se ne affiancherà una terza, dedicata alla critica olivettiana. Il formato sarà per lo più quello digitale e ci sarà un’apertura anche a contributi nuovi. Poi in cantiere c’è una quarta collana, Nostalgia del Futuro, che recupererà alcuni titoli del catalogo delle storiche Edizioni di Comunità. È un’operazione che segna certamente una continuità ideale, ma è anche un ulteriore arricchimento della figura di Adriano Olivetti, perché i testi che riproporremo testimoniano sia le sue fonti d’ispirazione, sia l’acutezza critica con cui selezionò a suo tempo, e fece conoscere in Italia, opere che in molti casi divennero poi dei classici, ma che soprattutto hanno retto all’usura del tempo e, come lo stesso Adriano Olivetti, oggi hanno ancora parecchio da dire.

Read Full Post »

Pensieri abbozzati in ordine alfabetico sul #SalTo13 (Salone del Libro 2013, 16 – 20 maggio), così come l’ho vissuto. Attimi, persone e occasioni: il valore aggiunto all’esperienza del Salone è dato proprio dalle persone con cui si condivide.

Autori. Incontrati, visti passare tra gli stand e ascoltati alle varie presentazioni di libri. Sono i veri protagonisti del Salone del Libro e di tutte le fiere di settore. Una delle cose più affascinanti è scoprire il loro volto tra le pagine dei libri e sentirli raccontare di quale è stata la scintilla da cui è partita la scrittura. Autori famosi e autori esordienti, ma anche autori potenziali che passano dagli editori a portare il loro manoscritto. E di fondo son tutti accomunati dallo stesso desiderio: comunicare e leggere il proprio nome sulla copertina.

Book to the Future. Una sala che ha ospitato decine di incontri sull’editoria digitale. Qui si è svolto anche l’incontro “Recensioni 2.0: come la rete racconta i libri” (in cui ho avuto le mani in pasta) a cui hanno partecipato i rappresentanti di alcune realtà che trattano di libri sul web: Barbara Bottazzi per Gli Amanti dei Libri, Morgan Palmas per Sul Romanzo, Barbara Sgarzi per Zazie, Alberto Bullado per ConAltriMezzi (qui una sintesi dell’intervento) e Giovanni Bersani e Irene Nicaso in qualità di lettori Anobii che danno vita ad incontri in libreria a Torino. Due i punti evidenziati da tutti i relatori: occorre scrivere recensioni di qualità e fare rete anche fuori dal web per un costante aggiornamento sull’esempio dei blog letterari inglesi e americani.

Casa CookBook. La novità dell’edizione 2013 del Salone del Libro, uno spazio che ha unito libri e cucina. Tanta la gente in coda allo stand della Ferrero per ritirare il sorbetto (anche la sottoscritta vi ha fatto un paio di puntatine) o a quello della Lenti per affettare il prosciutto, ma anche dimostrazioni dal vivo tra i fornelli (invitante il profumo che a tratti si spandeva nel padiglione 3).

Evelina e le fate. E’ il libro scritto da Simona Baldelli e pubblicato da Giunti Editore che ho avuto il piacere di presentare nello spazio Kobo sabato 18 maggio. Un romanzo che da un po’ mi faceva l’occhiolino su facebook e che era nella mia wish list: una copertina dai toni morbidi e un titolo che evoca una dimensione magica. Pagine lette tutte d’un fiato e una chiacchierata che ha travalicato le pagine del libro rievocando un momento storico forte del ‘900.

Gli Amanti dei Libri. Testata online che si occupa di editoria con cui collaboro e che per il secondo anno è stata media partner dello spazio Incubatore. Bello veder arrivare amici e colleghi da diverse regioni per raccontare insieme in diretta il Salone!

Incubatore. Uno spazio che “coccola” le piccole case editrici con meno di due anni di attività introducendole al confronto con grandi editori e professionisti del settore. Qui ho conosciuto ad esempio Kuma edizioni, che ha in catalogo anche un libro – kamishibai intitolato “Foresta blu”: caratterizzato da pagine cartonate e da altre di carta velina trasparente dipinta, è un volume che si può montare a capanna, sfogliare da due parti ma soprattutto leggere insieme a qualcuno; insomma, un progetto che esalta il piacere dell’esperienza della lettura per grandi e piccoli. Ancora, quest’anno ha fatto il suo esordio Rêves: il quaderno dei sogni che ha in catalogo un solo titolo (impossibile definirlo libro e riduttivo chiamarlo quaderno). Si tratta di un volumetto dalla copertina viola su cui si possono annotare i propri sogni e scoprire le coincidenze che talvolta regala la vita: la numerazione delle pagine sembra casuale, ma in verità permette un gioco di rimandi per raccogliere diversi indizi (coordinate geografiche, parole in codice, ritornelli…) che condurranno a un luogo reale in cui un piccolo sogno (dell’editore, ma non solo) si può lanciare.

Letti di Notte. E’ un’iniziativa lanciata da Marcos y Marcos e accolta da numerosi altri editori che si concretizzerà il 21 giugno quando le librerie indipendenti resteranno aperte anche di notte (qui il sito con tutte le info) per ospitare eventi originali che partono dai libri come letture collettive, improvvisazioni teatrali, pigiama party letterari, giochi…

Miraggi Edizioni. Molto di questi giorni l’ho vissuto anche con la redazione di Miraggi (che squadra!) e con gli altri “abitanti” dello stand Nuovi Editori Indipendenti.

Stand. Ogni casa editrice l’ha personalizzato perché il lettore si sentisse in un luogo originale. Minimum Fax ha ricreato una casa con tanto di credenza e tavolino con bottiglia di vino; Marcos y Marcos ha allungato una tavolozza di colori con le copertine dei propri libri; Elliot ha dipinto una grande porta nella parete davanti al tavolo espositivo perché i libri permettono di entrare in un altro mondo; Ediciclo ha appeso delle biciclette in legno e posizionato di fianco allo stand un risciò per portare i libri in bici dentro alla fiera; Tic ha portato un frigo rosso su cui ha attaccato tanti magneti e parole; lo spazio della regione Umbria che ha raccolto oltre cinquanta editori; Liberos ha attrezzato uno spazio incontri con sedie e tavolini per rendere il clima più informale…

Twitter. Impossibile stare senza durante il Salone! Twitter è comunicazione immediata via web, occasione di lancio notizie e di contatto veloce o di aggiornamento. Basta lanciare un “Appena arrivata a #SalTo13” che qualcuno risponde “Passo tra un’ora, dove sei?”, oppure salutare con un #ff per ricevere il buona giornata da chi condivide i tuoi stessi interessi. E se il confronto e lo scambio di idee si infittiscono nasce la voglia di conoscersi oltre twitter, si moltiplicano le occasioni di incontro a fiere ed eventi di settore e nascono progetti interessanti. E’ successo così ad esempio con @tazzinadi (che al Salone ha presentato “Il metodo della bomba atomica” insieme a Dario Voltolini) e @uncronista, @SimonelliSav e @mgiacomello, @lultimovampiro (intervistato da Hub09 dopo di me) e @patrizialadaga, @ArtNite e @nascpublish, @SignorinaLave e @SedCetta, @Imparafacile e tanti altri… E’ nata su twitter anche la colazione degli uffici stampa #TwitteriEditori, un appuntamento che ha permesso di mettere sul tavolo idee e riflessioni sul proprio lavoro in un clima amichevole (@iguanadan ne parla qui). “Assolutamente da ripetere!” ci si è detti e già c’è chi ha lanciato la proposta di un #twitteritivo…

Read Full Post »

Scorci e curiosità sul Salone del Libro di Torino 2011.

Ancora una volta è stato battezzato l’evento librario dei record per affluenza, vendite ed eventi organizzati. Un programma ricco, perché oltre agli incontri al Lingotto Fiere e all’Oval dove è stata allestita la mostra “1861-2011. L’Italia dei Libri”, la città si è animata grazie alle presentazioni sparse in piazze e locali per il Salone Off. Forse, proprio per la sovrabbondanza e varietà di proposte, è stato un evento un po’ dispersivo ma allo stesso tempo molto vivace e culturalmente stimolante. Sul boom di vendite ogni editore avrebbe da dire la sua, di certo non sono tanti coloro che alla fine sono riusciti a venir fuori dalle spese dati gli alti costi per lo spazio e l’allestimento dello stand.

Tra autori emergenti e vip della letteratura è approdato anche lo sconosciuto Manuele Madalon che ha chiesto a vari personaggi famosi un commento sul proprio libro e questi si sono prodigati in elogi e consigli: così, gli studenti del corso di Ingegneria del Cinema del Politecnico di Torino hanno cercato di dimostrare che spesso “conta più la pubblicità di un libro che non il libro stesso”, ecco il fenomeno della “madalonizzazione” (la notizia e il video).

Su twitter si sono rincorsi informazioni e commenti, molti raccolti sotto l’hashtag #salonelibro che sabato 14 maggio si è guadagnato un buon posto nella lista delle tendenze; così c’è ad esempio chi, citando il giornalista Stefano Sgambati, scrive che “”la vita è quella cosa noiosa che succede tra una Fiera del Libro e l’altra”. Su facebook sono stati creati innumerevoli eventi e le pagine dedicate ai libri si sono riempite con citazioni e titoli. Tuttavia, il tentativo del Salone di aprirsi alla multimedialità con raduni per i twitterini non è molto riuscito, infatti gli orari sono stati segnalati sul programma cartaceo ma non attraverso il social network e così sono andati quasi deserti. I twitter addicted hanno però mantenuto i contatti grazie al tam tam e spesso sono riusciti ad incontrarsi nei vari stand.

Anche quest’anno Greenpeace ha distribuito volantini con l’elenco delle case editrici più meritevoli: la classifica “Salvaforeste” valuta 113 editori italiani in base alla sostenibilità della carta utilizzata nei propri libri (notizia e classifica).  Nonostante il miglioramento di alcuni grandi gruppi editoriali, resta qualche perplessità perché pare siano ancora “troppe le aziende che con politiche di acquisto della carta assolutamente inadeguate che si rendono corresponsabili della distruzione delle ultime foreste tropicali”.

Al Salone… C’è chi è andato alla (quasi disperata) ricerca di ebook e tablet e chi si è messo a chiacchierare del Giro d’Italia vicino allo stand di una casa editrice che pubblica volumi per gli amanti della bicicletta; c’è chi si è lasciato tentare ed ha assaggiato il cioccolato di alcuni artigiani del dolce negli stand all’Oval e c’è la cioccolataia che si è lamentata del posto e della poca affluenza di gente in quell’angolo in fondo al padiglione; c’è la ragazzina che ha girato tra gli stand con i rollerblade e c’è chi ha visitato la fiera in compagnia del proprio cane; c’è chi si è ricavato un angolo per leggere il libro appena acquistato e chi ne ha comprato uno solo perché attirato dalla copertina; c’è chi ha voluto provare a suonare il mandolino e chi ha scritto una dedica su una borsa di libri; c’è chi ha sorseggiato un vinello offerto da un editore e chi ha sonnecchiato durante la presentazione di un romanzo.

Ma soprattutto, al Salone c’è sempre un buon profumo di libri e la voglia di perdersi tra le pagine, la sorpresa nell’incontrare chi vive di libri e chi li scrive e il piacere di confrontarsi.

Read Full Post »

Pubblicazioni per bambini e ragazzi e fiction sono i settori che permettono alla piccola editoria italiana di chiudere l’anno in positivo, registrando una crescita di circa il 6,1% (contro lo 0,9% delle grandi distribuzioni). I dati delle ultime indagini Nielsen BookScan sono stati presentati dall’Associazione Italiana Editori (Aie) alla fiera Più Libri Più Liberi che si è svolta dal 4 all’8 dicembre a Roma (la notizia). Durante l’inaugurazione dell’evento, lo stesso presidente della Camera Gianfranco Fini ha evidenziato che “la piccola e media editoria rappresenta una significativa risorsa per il progresso civile del nostro paese e la sua vitalità è necessaria alla libertà e all’indipendenza della cultura”.

Ma non si tratta però solo di specializzarsi in alcuni settori, bensì di stare al passo con le esigenze dei lettori e con le nuove forme di libri. Quasi l’1,5% degli editori nasce e punta sul digitale ed allo stesso tempo aumentano i lettori affezionati agli ebook, tanto che la lettura su schermo pare triplicata rispetto al 2006. Così, l’Italia insegue il modello americano, il mercato si fa più competitivo e i pronostici parlano di un incremento di vendite (la notizia). Eppure, di strada da percorrere ne resta ancora molta: secondo il rapporto 2010 dell’Aie il mercato di libri in Italia vale oltre 3,4miliardi, ma gli ebook contano appena per lo 0,1%. Novità e potenzialità del settore saranno discusse a Rimini, dal 3 al 5 marzo 2011, in occasione di “Ebook Lab Italia”. Intanto, si alza il dibattito ed a parlare è proprio uno degli organizzatori della prossima conference-exhibition sull’editoria digitale: “Trovo che contrapporre libri ed ebook rappresenti un errore di prospettiva – argomenta Antonio Tombolini, Ad di Simplicissimus Book Farm – L’ebook è semmai il futuro possibile dei nostri amati libri, in un’economia della carta che diviene sempre più insostenibile: vogliamo dare un futuro ai libri ai tempi del digitale, o preferiamo assistere alla loro progressiva marginalizzazione a favore della snack information, del multimediale, delle modalità espressive fatte di sole immagini?” (notizia con intervista). Insomma, occorre valorizzare il contenuto e non il formato. Anche perché, come disse Umberto Eco, “il bene di un libro sta nell’essere letto”.

Read Full Post »