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Posts Tagged ‘bellezza’

“Perché dobbiamo sempre essere reperibili e connessi? Si tende a voler essere sempre “in diretta” e sui social, eppure a me in vacanza piace staccare la connessione dati ogni tanto e lasciare andare a zonzo i pensieri senza legami con l’oltre dove sono e sapere di essere distante da ciò che in quel momento non fa parte della mia quotidianità. Godermi l’hic e il nunc senza intromissioni. Talvolta rischiamo di farci prendere dall’ansia di raccontare agli altri quanto ci divertiamo o rilassiamo, quanto sia bello il posto o chi abbiamo incontrato. Sì, lo faccio anche io, non lo nego (e dai miei profili si vede)…ma in vacanza amo ancor di più scrivere sui miei taccuini di viaggio unendo ciò che vedo a ciò che sento intimamente (è così: da anni scrivo diari, ognuno con un titolo che lo caratterizza). Mi soffermo sul paesaggio e penso che ci sono luoghi capaci di comunicare la bellezza in modo così diretto e sublime che non c’è foto capace di renderne veramente l’idea. Nasce così una piccola – e mai troppo scontata – riflessione, tirando ancora una volta in ballo il noto e caro Dostoevskij: lasciamoci interpellare dalla bellezza per restare connessi con noi stessi (la parte più profonda e personale) e con il mondo come ci si presenta”.

Ho scritto questo post in una calda domenica di agosto, dopo aver raccontato alcuni momenti del mio viaggio su una pagina di diario (una classica Moleskine nera, a questo giro), seduta sotto un gigantesco leccio nel centro di Calvi, in una piazzetta sterrata di fianco al mare di un blu che forse neppure un pittore saprebbe definire con un solo nome e di fronte alle possenti mura tinta sabbia della citadelle che reca la scritta “Semper fidelis”.

Nota bene: non aggiungo foto a queste poche righe, lascio a te lettore la capacità di immergerti con gli occhi della mente nella breve descrizione del paesaggio…

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(Dal diario di viaggio in Corsica)

Vedere il sole sorgere sul mare regala un’emozione forte che fa percepire la grandezza della natura di fronte alle piccole cose, a ciò che è relativo e anche ai pensieri negativi; uno spettacolo così aiuta a comprendere meglio il significato della parola bellezza.

Ho visto il sole sorgere sul mare di Calvi nel viaggio di ritorno in Italia (la parola “casa” indica per me entrambi i luoghi citati, ha una valenza fortemente affettiva). Da un paio di anni prendo il treno per Bastia (le chemin de fer corse offre un ottimo servizio) e questo mi permette di godere del paesaggio, dal lungomare (la ferrovia corre dietro le spiagge) ai paeselli della costa fino a Ile Rousse e poi nuovamente su un tratto di costa orientale, dalle alte scogliere ricche di maquis alle verdi montagne dell’interno quasi del tutto disabitate… Il bello di un viaggio è dato non solo dalla meta stessa, quanto dal percorso per raggiungerla (ecco perché non so come giovani  viaggiatori con grandi zaini che si professano camminatori e amanti del paesaggio possano dormire con le cuffie nelle orecchie durante tutto il tragitto… la stanchezza, forse sarà stata lei ad avere la meglio).

C’è un unico binario. Quando si costeggia il mare noti infinite tonalità di blu, di azzurro e di bianco con le onde che si infrangono sugli scogli, poi il treno passa sui monti lungo foreste, sotto una piana dai colori più caldi dove ogni tanto scorgi greggi di pecore o rare casupole in pietra (forse abitate), di fronte altre verdi montagne e oltre, tra le cime, riesci ancora a puntare un triangolo di mare. Quale varietà in Corsica!

Tante le piccole stazioni in cui ci si ferma e di alcune viene da chiedersi il perché non notando il paese. Si tratta di edifici dai colori pastello (spesso rosa o tinta sabbia) e dall’aspetto di altri tempi, magari con accanto qualche albero fiorito. In direzione Novella il paesaggio si fa più brullo, caratterizzato da arbusti rossicci e solo raramente svetta qualche pianta nella parte che resta più in ombra e in basso torrenti in secca, ogni tanto qualche mucca affianca il treno. Poi a Ponteleccia (il nome richiama due elementi del centro abitato, il ponte e i lecci, molto presenti sull’isola), stazione di snodo nel cuore dell’heute Corse, i binari diventano tre per permettere il cambio a chi vuole andare verso Corte o Ajaccio. Qui torna a dominare il verde, delle coltivazioni e dei boschi. A Ponteleccia tanti scendono (sul treno sono rimasti con me solo un gruppo di tedeschi e alcuni corsi) e ripresa la via verso Bastia si vedono maggiori segni della presenza dell’uomo: la ferrovia corre lungo la strada, ci sono più case con giardino, paesi con stazioni a doppio binario e le coltivazioni sono più intense fino a che si raggiungono zone industrializzate ai confini della grande città portuale.

Il mio viaggio in treno è iniziato con il sole e terminato con qualche nuvola, sempre accompagnato dal vento profumato di quest’isola che entra nel cuore. I patiti della meteorologia possono deporre le armi, tanto il tempo cambia velocemente in Corsica: colpa del vento*. Di questo vento e dei suoi profumi mi inebrio e cerco di far scorta ogni volta. Corse, a la prochaine fois!

*colpa del vento… “è sempre colpa del vento”, direbbe la pittrice Vanna Spagnolo che ha così chiamato la sua galleria d’arte di Volterra e che vuole trasmettere energia positiva con le sue opere raffigurando la forza della natura, come in quel grande albero con una ricca chioma, sotto un cielo blu scuro squarciato da lame di luce e sopra un prato verde brillante, che ammiro ogni mattina quando mi alzo.

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(Leggere il post ascoltando Somewhere over the rainbow nella versione di Israel Kamakawiwo’Ole)

Poche righe possono contenere grandi pensieri e una catena di riflessioni. A maggior ragione se si tratta di una poesia così sapiente, dolce e profonda come The Rainbow di William Wordsworth. Ogni tanto torno sui versi di questo poeta romantico inglese che racchiude nell’immagine dell’arcobaleno l’intimo sentire capace di donare speranza e accompagnare il fluire del tempo scandendo le fasi della vita. Mi incantò la prima volta che la lessi al liceo durante la lezione di letteratura inglese (grazie prof!), mi ha affascinato quando l’ho ripresa in un corso all’università e ancora continua, così quest’anno ho voluto proporla in terza media (le parti si invertono: sono io la prof ora).

My heart leaps up when i behold

A rainbow in the sky:

So was it when my life began;

So is it now I am a man;

So be it when I shall grow old,

Or let me die!

The Child is father of the Man;

And I could wish my days to be

Bound each to each by natural piety.

Che bello confrontarsi con la curiosità dei ragazzi e entrare insieme nel significato della poesia! Chi non è rimasto incantato almeno una volta a osservare l’arcobaleno? La bellezza della natura muove il cuore. “Il mio cuore sobbalza quando vedo un arcobaleno nel cielo”…

arcobaleno
Bisogna preservare la capacità di provare stupore di fronte alla bellezza, è anche questo che ricordano le parole di Wordsworth. Non c’è limite di età per farsi toccare dalla bellezza e lasciarle spazio. “Il bambino di ieri è l’uomo di oggi e il bambino di oggi è l’uomo di domani”: un passo del commento alla poesia che i ragazzi hanno letto per la festa di fine anno scolastico (bravi!). Mi sono emozionata nel sentirli recitare convinti My heart leaps up, con le pause e sfumature che hanno colto…

Non so se sia colpa della poesia o dell’anno scolastico appena concluso (lo so bene, c’è chi deve ancora affrontare gli esami), ma ricordi e sensazioni si fondono lasciando impresso il sorriso: “emotion recollected in tranquillity” le chiama Wordsworth.

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