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Pubblicazioni per bambini e ragazzi e fiction sono i settori che permettono alla piccola editoria italiana di chiudere l’anno in positivo, registrando una crescita di circa il 6,1% (contro lo 0,9% delle grandi distribuzioni). I dati delle ultime indagini Nielsen BookScan sono stati presentati dall’Associazione Italiana Editori (Aie) alla fiera Più Libri Più Liberi che si è svolta dal 4 all’8 dicembre a Roma (la notizia). Durante l’inaugurazione dell’evento, lo stesso presidente della Camera Gianfranco Fini ha evidenziato che “la piccola e media editoria rappresenta una significativa risorsa per il progresso civile del nostro paese e la sua vitalità è necessaria alla libertà e all’indipendenza della cultura”.

Ma non si tratta però solo di specializzarsi in alcuni settori, bensì di stare al passo con le esigenze dei lettori e con le nuove forme di libri. Quasi l’1,5% degli editori nasce e punta sul digitale ed allo stesso tempo aumentano i lettori affezionati agli ebook, tanto che la lettura su schermo pare triplicata rispetto al 2006. Così, l’Italia insegue il modello americano, il mercato si fa più competitivo e i pronostici parlano di un incremento di vendite (la notizia). Eppure, di strada da percorrere ne resta ancora molta: secondo il rapporto 2010 dell’Aie il mercato di libri in Italia vale oltre 3,4miliardi, ma gli ebook contano appena per lo 0,1%. Novità e potenzialità del settore saranno discusse a Rimini, dal 3 al 5 marzo 2011, in occasione di “Ebook Lab Italia”. Intanto, si alza il dibattito ed a parlare è proprio uno degli organizzatori della prossima conference-exhibition sull’editoria digitale: “Trovo che contrapporre libri ed ebook rappresenti un errore di prospettiva – argomenta Antonio Tombolini, Ad di Simplicissimus Book Farm – L’ebook è semmai il futuro possibile dei nostri amati libri, in un’economia della carta che diviene sempre più insostenibile: vogliamo dare un futuro ai libri ai tempi del digitale, o preferiamo assistere alla loro progressiva marginalizzazione a favore della snack information, del multimediale, delle modalità espressive fatte di sole immagini?” (notizia con intervista). Insomma, occorre valorizzare il contenuto e non il formato. Anche perché, come disse Umberto Eco, “il bene di un libro sta nell’essere letto”.

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