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Archive for the ‘News&eventi editoriali’ Category

Chi ha detto che le favole piacciono solo ai bambini? Siamo abituati a pensare che ogni favola inizi con il classico “c’era una volta” e finisca con “vissero tutti felici e contenti”, ma proviamo a dare spazio alla fantasia e a creare noi stessi una piccola storia che incanti il bambino e faccia riflettere l’adulto.

E’ proprio con questo spirito che Daniele Bergesio ha dato il via a #favoleturbo, un hashtag che su twitter ha raccolto decine di like fin dal primo giorno trasformandosi in un felice esperimento letterario dell’epoca 2.0 e stimolando persone di ogni età a inventare brevi storie di appena 25 parole. Un’idea semplice ma che contiene qualcosa di geniale perché fa parlare sogni e speranze, emozioni e spirito critico con un pizzico di ironia. Presto il progetto è diventato un libro arricchito dalle simpatiche illustrazioni del bravo Alessandro Pedarra e pubblicato da Edizioni Leima (Fratelli Brumm è il nome con cui i due autori hanno scelto di chiamarsi sulla copertina dell’albo). Sono favole che nascono da un solo dettaglio, tratto da fiabe o dalla realtà, e che con una o due frasi raccontano una scena o un’avventura in modo divertente e nuovo. Il volume Favole Turbo contiene in appendice anche qualche indicazione per chi volesse cimentarsi a narrare una breve storia incredibile. Ho provato anche io, su twitter e sulla mia agenda e intanto continuo a leggerne su twitter.

Poi, dal libro all’evento il passo è stato breve…

2017_favole_turbo

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Ancora una volta ne ho avuta la conferma. I libri aiutano ad allargare gli orizzonti e a farsi domande, a conoscere un po’ di più gli altri (vicini o lontani che siano) e anche se stessi. Ogni lettore può sperimentare questa forza in modo diverso e con libri differenti proprio perché ognuno ha il proprio cammino. Io, questa volta, mi sono imbattuta in un volume interessante che mi ha fatto fare un viaggio in terre lontane e tra popolazioni che (molto?) difficilmente avrò modo di conoscere direttamente. Si tratta di un titolo di saggistica che, avvistato tra le novità, mi aveva fatto l’occhiolino e mi aveva subito incuriosita per la copertina accattivante e “abitata”. Poi, qualche settimana dopo l’uscita, è arrivata la proposta: vuoi presentare Luis Devin con il suo Ai confini del gusto edito da Sonzogno? Così non ho resistito a scoprire “i cibi più insoliti del pianeta”.

luis-devin

Quale è il cibo più insolito che avete assaggiato? Ai confini del gusto aiuta ad abbandonare le proprie prospettive e i propri parametri di “buono” e “disgustoso” o, perlomeno, a diventare consapevoli della loro relatività. Così, leggendo di chi mangia cavallette e nidi di uccelli, coccodrilli e carne di squalo “putrefatto”, si comprendono abitudini e tradizioni alimentari lontane da noi ma non impossibili. L’autore, antropologo e conoscitore della cultura dei pigmei Baka che abitano nella foresta pluviale del Camerun, invita a “vincere la pigrizia dei sensi” e, come primo passo accompagnati dalla lettura, a immaginare come le popolazioni si procacciano e preparano quei cibi per noi insoliti. Il libro, che appare come una mappa mondiale degli alimenti, è articolato in sezioni (insetti, pesci, rettili, mammiferi, dolci… già, ci sono anche i dolci come le formiche del miele!) e ogni capitolo è corredato da disegni realizzati dallo stesso autore.

Se all’inizio ero molto sorpresa di ciò che leggevo e provavo una certa “distanza culturale”, procedendo pagina dopo pagina e addentrandomi nel racconto ricco di informazioni e aneddoti esperienziali ho sentito crescere la curiosità e il desiderio di conoscere. Una lettura che consiglio a chi non vuole restare chiuso nel proprio guscio e a chi desidera – come riporta la dedica a inizio del volume – diventare un “avventuroso esploratore di sapori e della vita”.

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Viola, Vertigini e Vaniglia è un libro frizzante (edito da BookSalad), che racconta di sogni da realizzare e parti di sé da ritrovare. Mi ci sono imbattuta per lavoro e, come accade quasi sempre in questi casi, lo spirito della lettrice vorace si affianca a quello della professionista per una lettura che scende tra le pieghe delle emozioni e contemporaneamente sviscera il testo a livello narrativo: una storia semplice, scritta con brio, che appaga e fa sorridere. Viola lavora per una ditta di surgelati a Torino ma sogna di diventare una scrittrice (non a caso le prime scene si svolgono al Salone del Libro); intorno a lei, una famiglia con nomi floreali, l’amica di sempre Emma e la cugina Matilde con cui c’è competizione e un rapporto da ricostruire. Immancabile la ricerca dell’amore, quello vero: due le figure maschili che incontra Viola e le fanno battere il cuore… ma si sa, uno solo alla fine la conquista.

Incontro con Monica Coppola alla Luna's Torta di Torino (nov. 2015; foto di Noemi Cuffia)

Incontro con Monica Coppola alla Luna’s Torta di Torino (nov. 2015; foto di Noemi Cuffia)

Ho già presentato l’autrice Monica Coppola a fine novembre 2015 alla torteria libreria Luna’s Torta di Torino, un locale caratterizzato da un’amabile atmosfera libraria. E’ stata una mattina simpatica, terminata con brunch, in cui si è dato anche spazio a nuove idee e conoscenze.
(Monica le sue idee le racconta sul blog che ha lo stesso nome del romanzo: Viola, Vertigini e Vaniglia)  


Ed ecco arrivare la seconda occasione in compagnia di Viola, in un luogo molto amato dai lettori tornesi e non solo quale è il Circolo dei Lettori, al fianco del giornalista Luca Ferrua e degli ideatori del motore di ricerca emozionale per libri PerfectBook che hanno letto il romanzo in chiave emozionale.   

circolo viola vertigini

 

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libro 4.12.15

“Il Templare e l’intrigo di San Martino” è un libro ambientato nel 1203 nel chierese (in provincia di Torino), con monaci e Templari, signori e massari, damigelle e vescovi, uomini politici e giovani che lottano per il proprio amore.  Un romanzo storico scandito da attente descrizioni del territorio e ricco di intrighi duecenteschi.

Il volume è un progetto nato in seno all’associazione Giuseppe Avezzana di Chieri che si occupa di storia, cultura e tradizioni locali. La scelta di ambientare la storia nel 1203 non è casuale: a quella data si fa infatti risalire la decisione di fondare “villa di san Martino dello Stellone”, l’attuale paese di Villastellone la cui storia pare si intrecci proprio con quella dell’Ordine Templare. Il libro è inoltre corredato da un’appendice con due racconti storici sui cavalieri realizzati alcuni anni fa da ragazzi di seconda media: il risultato di un laboratorio di scrittura creativa seguito a una mostra sui Templari. Tra le pagine, infine, si incontrano i disegni creati dall’incisore Maurizio Sicchiero.

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La ricerca delle proprie origini è un tema molto affascinante e tanti scrittori l’hanno coniugato in diversi modi. Marzia Verona l’ha colto come spunto per raccontare storie di pastori e di montagna nel suo romanzo Lungo il sentiero (edito da L’Artistica Editrice). Una piacevole lettura incontrata per caso a settembre a Pordedonelegge, ma la conoscenza con Marzia risale in verità ad alcuni anni fa (ne avevo scritto qui). Marzia Verona descrive la pratica del pascolo vagante con passione e verismo perché è una realtà che segue quotidianamente, camminando al fianco dei pastori attraverso campagne e vallate piemontesi ma non solo, e che poi riporta sul suo blog “Storie di pascolo vagante”.

Dedica di introduzione al romanzo Pascolo vagante

Dedica di introduzione al romanzo Pascolo vagante

 

L’ultimo libro di Marzia Verona è un volume fotografico intitolato Pascolo vagante 2004 – 2014 pubblicato dalla stessa casa editrice con testo francese a fronte, perché la comunità di pastori Oltralpe è numerosa e molto attiva. Una raccolta di immagini scattate dall’autrice durante transumanze e fiere in dieci anni: si offre così l’opportunità al lettore di vedere come questa tradizione resista pur tra tante difficoltà (molte delle quali burocratiche) e affascini i giovani tanto da poter quasi parlare di un “ritorno alla pastorizia”.

Nulla di più naturale quindi, che presentare i libri di Marzia Verona proprio in uno di quei paesi in cui transitano le greggi da lei immortalate che ho incontrato…

Locandina Libro Verona 2

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La storia di un traduttore che riscopre il suo essere scrittore, un uomo che cerca di “risorgere” da un presente professionalmente difficile; ma anche la storia di un’amicizia e di amori romantici, passionali e disincantati: tutto questo caratterizza l’intreccio di Il superlativo di amare, romanzo di Sergio Garufi edito da Ponte alle Grazie che ho il piacere di presentare al festival TreQuarti di Weekend a Pavia sabato 11 ottobre alle 10,30.

“I libri emanano un odore ma si impregnano anche dell’odore di chi li legge”
(Sergio Garufi, Il superlativo di amare)

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Organizzare la presentazione di un libro significa offrire la possibilità ai lettori di conoscere meglio l’autore, di calarsi nel tema dell’evento e condividere idee. In questo caso i protagonisti dell’incontro sono due: lo scrittore Tiziano Fratus, conosciuto come Homo Radix e autore tra gli altri di L’Italia è un bosco pubblicato da Editori Laterza, e naturalmente gli alberi.

Quanti alberi vediamo ogni giorno (facciamoci caso!) e spesso (si spera) di fronte a questi si resta estasiati per la loro imponenza e bellezza. Qualcuno ci resta nel cuore, forse anche per motivi personali. Da tali pensieri è nata la raccolta fotografica “I migliori alberi della nostra vita” che precede l’incontro con Fratus che si terrà a Villastellone (Torino).

Articolo su Il Corriere di Chieri - 29 agosto 2014

Articolo su Il Corriere di Chieri – 29 agosto 2014

 

l-italia è un bosco

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