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Archive for the ‘News&eventi editoriali’ Category

Da piccola, ogni tanto, la sera, mamma e papà mi portavano in biblioteca a Carignano: loro chiacchieravano con il bibliotecario mentre sceglievano le letture e io, comodamente seduta per terra tra gli scaffali, sfogliavo libri per bambini (i miei preferiti erano gli albi di Asterix e Obelix… ma questa è un’altra storia). Quando frequentavo il liceo, peregrinavo in diverse biblioteche della zona per riuscire a completare l’elenco delle letture estive e così è stato anche per gli esami universitari. Oggi continuo ad andarci con piacere per curiosare quali novità vengono acquistate (cartina tornasole dei gusti degli utenti), per scovare vecchie edizioni di classici e per seguire incontri con scrittori.

Ogni biblioteca parla del territorio in cui è inserita, dello sforzo di chi ci lavora e di chi vi è impegnato come volontario (una grande risorsa!), della bellezza di condividere e incentivare la passione per la lettura e della voglia di incontrarsi grazie ai libri.

In quest’ultimo mese, seguendo la bella rassegna Passaggio a Nord Ovest, mi son trovata a riflettere ancora una volta sulla ricchezza sociale e culturale che nasce dall’avere biblioteche tanto diverse inserite nella stessa rete territoriale. A fine maggio, infatti, è partito un progetto di 14 appuntamenti nelle altrettante biblioteche dello Sbam del Nord Ovest dell’Area Metropolitana Torinese.

Il ciclo di incontri organizzato da Dinoitre eventi con il contributo della Regione Piemonte mi ha portata in quattro Comuni (per gli altri ho passato il testimone a Giorgio Perona) e martedì 20 giugno mi farà approdare ad Alpignano per presentare Luca Bianchini con il suo Nessuno come noi edito da Mondadori.

A Druento sono entrata in una vecchia chiesa sconsacrata dove al posto dei banchi ci sono sedie verdi per gli incontri e nelle navate laterali scaffali con libri per adulti e ragazzi: qui, per parlare del libro di Margherita Giacobino Il prezzo del sogno (Mondadori), sono stata accolta da alcuni volontari che mi hanno illustrato l’evoluzione del loro gruppo di lettura. Per chiacchierare con Tiziano Fratus sul suo L’Italia è un giardino (Laterza) ho attraversato la campagna verde a nord di Torino avvicinandomi alle montagne delle Valli di Lanzo tanto da immaginare di andare in vacanza: La Cassa è un paesino la cui gente ama raccontare la storia del luogo e per gli incontri la biblioteca si trasferisce nel salone parrocchiale dove a far gli onori di casa vi è l’attento responsabile dei volontari. La biblioteca di Collegno, capofila dell’Area e del progetto, in cui ho presentato Giuseppe Culicchia con Essere Nanni Moretti (Mondadori) è una casetta al centro del Villaggio Leumann, quartiere operaio costruito alla fine dell’Ottocento e ora inserito nell’Ecomuseo sulla Cultura Materiale della Provincia di Torino: l’edificio in stile liberty all’interno è una moderna e accogliente biblioteca che all’anno registra circa 7.000 prestiti (brava la responsabile Noemi Turolla che traina con entusiasmo). A Venaria, per Emiliano Poddi con il suo Le vittorie imperfette edito da Feltrinelli (un libro che mi ha conquistata facendomi entrare nel mondo del basket), sono rimasta incuriosita e affascinata dal muro di parole e citazioni che conduce all’ingresso della biblioteca e dal murales con l’aereo e la rosa del Piccolo Principe su sfondo nero alle mie spalle: il bibliotecario, amante anche del teatro, ci ha raccontato dei numerosi eventi che animano i locali durante l’anno coinvolgendo le scuole.

L’esplorazione prosegue…

 

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Chi ha detto che le favole piacciono solo ai bambini? Siamo abituati a pensare che ogni favola inizi con il classico “c’era una volta” e finisca con “vissero tutti felici e contenti”, ma proviamo a dare spazio alla fantasia e a creare noi stessi una piccola storia che incanti il bambino e faccia riflettere l’adulto.

E’ proprio con questo spirito che Daniele Bergesio ha dato il via a #favoleturbo, un hashtag che su twitter ha raccolto decine di like fin dal primo giorno trasformandosi in un felice esperimento letterario dell’epoca 2.0 e stimolando persone di ogni età a inventare brevi storie di appena 25 parole. Un’idea semplice ma che contiene qualcosa di geniale perché fa parlare sogni e speranze, emozioni e spirito critico con un pizzico di ironia. Presto il progetto è diventato un libro arricchito dalle simpatiche illustrazioni del bravo Alessandro Pedarra e pubblicato da Edizioni Leima (Fratelli Brumm è il nome con cui i due autori hanno scelto di chiamarsi sulla copertina dell’albo). Sono favole che nascono da un solo dettaglio, tratto da fiabe o dalla realtà, e che con una o due frasi raccontano una scena o un’avventura in modo divertente e nuovo. Il volume Favole Turbo contiene in appendice anche qualche indicazione per chi volesse cimentarsi a narrare una breve storia incredibile. Ho provato anche io, su twitter e sulla mia agenda e intanto continuo a leggerne su twitter.

Poi, dal libro all’evento il passo è stato breve…

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Ancora una volta ne ho avuta la conferma. I libri aiutano ad allargare gli orizzonti e a farsi domande, a conoscere un po’ di più gli altri (vicini o lontani che siano) e anche se stessi. Ogni lettore può sperimentare questa forza in modo diverso e con libri differenti proprio perché ognuno ha il proprio cammino. Io, questa volta, mi sono imbattuta in un volume interessante che mi ha fatto fare un viaggio in terre lontane e tra popolazioni che (molto?) difficilmente avrò modo di conoscere direttamente. Si tratta di un titolo di saggistica che, avvistato tra le novità, mi aveva fatto l’occhiolino e mi aveva subito incuriosita per la copertina accattivante e “abitata”. Poi, qualche settimana dopo l’uscita, è arrivata la proposta: vuoi presentare Luis Devin con il suo Ai confini del gusto edito da Sonzogno? Così non ho resistito a scoprire “i cibi più insoliti del pianeta”.

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Quale è il cibo più insolito che avete assaggiato? Ai confini del gusto aiuta ad abbandonare le proprie prospettive e i propri parametri di “buono” e “disgustoso” o, perlomeno, a diventare consapevoli della loro relatività. Così, leggendo di chi mangia cavallette e nidi di uccelli, coccodrilli e carne di squalo “putrefatto”, si comprendono abitudini e tradizioni alimentari lontane da noi ma non impossibili. L’autore, antropologo e conoscitore della cultura dei pigmei Baka che abitano nella foresta pluviale del Camerun, invita a “vincere la pigrizia dei sensi” e, come primo passo accompagnati dalla lettura, a immaginare come le popolazioni si procacciano e preparano quei cibi per noi insoliti. Il libro, che appare come una mappa mondiale degli alimenti, è articolato in sezioni (insetti, pesci, rettili, mammiferi, dolci… già, ci sono anche i dolci come le formiche del miele!) e ogni capitolo è corredato da disegni realizzati dallo stesso autore.

Se all’inizio ero molto sorpresa di ciò che leggevo e provavo una certa “distanza culturale”, procedendo pagina dopo pagina e addentrandomi nel racconto ricco di informazioni e aneddoti esperienziali ho sentito crescere la curiosità e il desiderio di conoscere. Una lettura che consiglio a chi non vuole restare chiuso nel proprio guscio e a chi desidera – come riporta la dedica a inizio del volume – diventare un “avventuroso esploratore di sapori e della vita”.

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Viola, Vertigini e Vaniglia è un libro frizzante (edito da BookSalad), che racconta di sogni da realizzare e parti di sé da ritrovare. Mi ci sono imbattuta per lavoro e, come accade quasi sempre in questi casi, lo spirito della lettrice vorace si affianca a quello della professionista per una lettura che scende tra le pieghe delle emozioni e contemporaneamente sviscera il testo a livello narrativo: una storia semplice, scritta con brio, che appaga e fa sorridere. Viola lavora per una ditta di surgelati a Torino ma sogna di diventare una scrittrice (non a caso le prime scene si svolgono al Salone del Libro); intorno a lei, una famiglia con nomi floreali, l’amica di sempre Emma e la cugina Matilde con cui c’è competizione e un rapporto da ricostruire. Immancabile la ricerca dell’amore, quello vero: due le figure maschili che incontra Viola e le fanno battere il cuore… ma si sa, uno solo alla fine la conquista.

Incontro con Monica Coppola alla Luna's Torta di Torino (nov. 2015; foto di Noemi Cuffia)

Incontro con Monica Coppola alla Luna’s Torta di Torino (nov. 2015; foto di Noemi Cuffia)

Ho già presentato l’autrice Monica Coppola a fine novembre 2015 alla torteria libreria Luna’s Torta di Torino, un locale caratterizzato da un’amabile atmosfera libraria. E’ stata una mattina simpatica, terminata con brunch, in cui si è dato anche spazio a nuove idee e conoscenze.
(Monica le sue idee le racconta sul blog che ha lo stesso nome del romanzo: Viola, Vertigini e Vaniglia)  


Ed ecco arrivare la seconda occasione in compagnia di Viola, in un luogo molto amato dai lettori tornesi e non solo quale è il Circolo dei Lettori, al fianco del giornalista Luca Ferrua e degli ideatori del motore di ricerca emozionale per libri PerfectBook che hanno letto il romanzo in chiave emozionale.   

circolo viola vertigini

 

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libro 4.12.15

“Il Templare e l’intrigo di San Martino” è un libro ambientato nel 1203 nel chierese (in provincia di Torino), con monaci e Templari, signori e massari, damigelle e vescovi, uomini politici e giovani che lottano per il proprio amore.  Un romanzo storico scandito da attente descrizioni del territorio e ricco di intrighi duecenteschi.

Il volume è un progetto nato in seno all’associazione Giuseppe Avezzana di Chieri che si occupa di storia, cultura e tradizioni locali. La scelta di ambientare la storia nel 1203 non è casuale: a quella data si fa infatti risalire la decisione di fondare “villa di san Martino dello Stellone”, l’attuale paese di Villastellone la cui storia pare si intrecci proprio con quella dell’Ordine Templare. Il libro è inoltre corredato da un’appendice con due racconti storici sui cavalieri realizzati alcuni anni fa da ragazzi di seconda media: il risultato di un laboratorio di scrittura creativa seguito a una mostra sui Templari. Tra le pagine, infine, si incontrano i disegni creati dall’incisore Maurizio Sicchiero.

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La ricerca delle proprie origini è un tema molto affascinante e tanti scrittori l’hanno coniugato in diversi modi. Marzia Verona l’ha colto come spunto per raccontare storie di pastori e di montagna nel suo romanzo Lungo il sentiero (edito da L’Artistica Editrice). Una piacevole lettura incontrata per caso a settembre a Pordedonelegge, ma la conoscenza con Marzia risale in verità ad alcuni anni fa (ne avevo scritto qui). Marzia Verona descrive la pratica del pascolo vagante con passione e verismo perché è una realtà che segue quotidianamente, camminando al fianco dei pastori attraverso campagne e vallate piemontesi ma non solo, e che poi riporta sul suo blog “Storie di pascolo vagante”.

Dedica di introduzione al romanzo Pascolo vagante

Dedica di introduzione al romanzo Pascolo vagante

 

L’ultimo libro di Marzia Verona è un volume fotografico intitolato Pascolo vagante 2004 – 2014 pubblicato dalla stessa casa editrice con testo francese a fronte, perché la comunità di pastori Oltralpe è numerosa e molto attiva. Una raccolta di immagini scattate dall’autrice durante transumanze e fiere in dieci anni: si offre così l’opportunità al lettore di vedere come questa tradizione resista pur tra tante difficoltà (molte delle quali burocratiche) e affascini i giovani tanto da poter quasi parlare di un “ritorno alla pastorizia”.

Nulla di più naturale quindi, che presentare i libri di Marzia Verona proprio in uno di quei paesi in cui transitano le greggi da lei immortalate che ho incontrato…

Locandina Libro Verona 2

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La storia di un traduttore che riscopre il suo essere scrittore, un uomo che cerca di “risorgere” da un presente professionalmente difficile; ma anche la storia di un’amicizia e di amori romantici, passionali e disincantati: tutto questo caratterizza l’intreccio di Il superlativo di amare, romanzo di Sergio Garufi edito da Ponte alle Grazie che ho il piacere di presentare al festival TreQuarti di Weekend a Pavia sabato 11 ottobre alle 10,30.

“I libri emanano un odore ma si impregnano anche dell’odore di chi li legge”
(Sergio Garufi, Il superlativo di amare)

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