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Archive for 20 agosto 2015

Scegliendo dove alloggiare per una breve vacanza a Alagna, in Valsesia, mi sono imbattuta in una recensione su un motore di ricerca turistico che definisce la località “paese delle fate, da favola”. Suggestivo, ma ho pensato che si riferisse solo a un angolo o che il giudizio fosse edulcorato dalla nevicata che l’ospite raccontava. Il mio desiderio era soprattutto fare camminate e staccare la spina qualche giorno; in più volevo conoscere da vicino la tradizione Walser. E tutto ciò è stato.

Arrivata in paese, osservando le cime e le frazioni di antiche baite in legno sopra il fiume e accanto al bosco, non ho potuto fare a meno di pensare che ero davvero in un luogo da favola. Alagna pare abbia mantenuto il proprio impianto e stile originario. La piazza con la chiesa e l’ufficio informazioni turistiche rappresenta il cuore su cui veglia la statua di Antonio Grober, alpinista che per primo scalò il versante valsesiano del Monte Rosa nel 1874; un piccolo ufficio postale e un’edicola (bello passarci davanti e vedere la giornalaia intenta a ricamare il pizzo a puncetto come in poche sanno fare); locali che preparano i miacci, ricetta tipica della Valsesia che per forma ricorda le piadine, e la piccola scuola elementare con le finestre tappezzate di disegni realizzati dai circa venti bambini che la frequentano durante l’anno. Le case hanno recinzioni basse e orti e giardini molto curati (in uno addirittura hanno ricreato un mini alpeggio con tanto di mucche e pecore in plastica) e molte sono le fontane lungo le strade (credo di averle provate tutte: acqua freschissima!). Tappa fondamentale per chi si trova a Alagna è il Museo Walser in frazione Pedemonte, ma a questo intendo dedicare un articolo a parte per raccontare tradizioni e lingua ancora in vita.

Se d’inverno Alagna diventa il paradiso degli sciatori (punto di forza è la funivia che collega così la Valsesia con la Valle d’Aosta), d’estate lo è degli escursionisti e io – pur senza fare vie ferrate e attraversare ghiacciai – ho voluto seguire qualche sentiero che puntava in alto. Gita all’Alpe Faller per la tradizionale Festa dell’Alpe organizzata dal Cai di Varallo e nel primo tratto mi sono fermata a visitare il giardino botanico di Alagna (nella baita una bella mostra sulla presenza in valle di stambecchi e camosci); simpatico incontrare cartelli lungo il percorso che invitavano gli escursionisti a raccogliere pezzi di legno sul sentiero per cuocere poi la polenta con il latte (un gusto così intenso e avvolgente!). Di tanto in tanto, camminando, alzavo lo sguardo e il Monte Rosa mi si offriva con un nuovo profilo e lo stupore per tanta bellezza si rinnovava. La grandezza della montagna parla.

Da Alagna si può raggiungere la valle d’Otro, seguendo un sentiero ben tracciato e puntellato di cappelle votive che fino agli anni ’70 alcuni valligiani percorrevano ancora quotidianamente per scendere dall’alpe al paese. Percorso davvero consigliato, in mezzo al bosco costituito per lo più da gradini. Quando poi il sentiero si apre ci si ritrova in un pianoro che ospita sei piccole frazioni (tra cui Follu, Dorf – nome walser che non a caso in tedesco significa “paese” – e Scarpia), al centro anche una chiesetta e un locale di ristoro. Sono rimasta incantata dal paesaggio e, prima di tornare a valle, ne ho approfittato per prendere una fetta di torta di mele.

La mia vacanza è stata allietata anche dalle letture. Da casa mi ero portata L’ora di lettura di Carole Lanham edito da Bookme, che narra la storia d’amore tra un domestico di colore e la sua padrona bianca negli anni Venti, in Mississippi: il rapporto tra il giardiniere Hadley e l’avvenente e determinata Lucinda, nato leggendo “libri proibiti”, attraversa decenni e si dipana tra segni dei tempi che cambiano e differenze sociali… Ma che sorpresa trovare una fornita biblioteca proprio nella hall dell’hotel Cristallo dove ho alloggiato! Già un paio di ore dopo il mio arrivo ho iniziato a curiosare sugli scaffali, individuando anche uno dei primi libri che l’insegnante di italiano del liceo aveva assegnato in prima per l’estate: L’ora di tutti di Maria Corti per Bompiani (assolutamente da leggere!); poi libri in inglese e anche in francese, molti con dedica…

Ecco, per me la presenza di una biblioteca a disposizione degli ospiti può essere il valore aggiunto di una struttura, senza nulla togliere alla “camera con vista” (anche questa volta sono stata fortunata e ne ho goduto) e ai piatti preparati dallo chef (ricordo in particolare una mousse al cioccolato presentata con olio d’oliva e sale)…

 

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