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Archive for 14 ottobre 2012

Quando il cd “Baci sporchi” di Alan Zamboni è approdato nelle mie mani, è nata subito la curiosità di individuare tra le parole dei testi l’origine del titolo, che pare provocatorio e divertente allo stesso tempo. Ho conosciuto quest’opera passando attraverso la lettura del libro scritto dallo stesso Zamboni, L’ultimo quadro di Van Gogh (Infinito edizioni): un’esperienza multisensoriale che passa dalla lettura del racconto ricco di descrizioni e carico di immediatezza all’ascolto dell’omonimo cd realizzato ad hoc dal cantautore bresciano.

Ascoltando le canzoni sembra di camminare insieme al cantautore per ricostruire vite e percorsi; la musica miscela tratti di dolcezza a sonorità che rievocano le sensazioni di un gioco a nascondino. “Hai creduto, non fossi capace a conservare questo amore lento e ammaccato”… Passione, smarrimento, solitudine e ancora una vena che guida all’euforia. Di brano in brano si incontrano dei personaggi noti e altri più comuni, rivisitati alla luce di un “bacio” (immagine scelta per simboleggiare l’incontro e la canzone stessa): Ulisse, Pierrot, i fratelli Lumière, zia Betty e una serie di viaggiatori alla ricerca di qualcosa.

“Il cd è nato dall’idea di fare un percorso che dal romantico portasse al surreale. Non a caso si parte con un brano dedicato a Chaplin, icona cinematografica del romantico, e si arriva a Buster Keaton, icona del surreale – tratteggia Zamboni – Quindi il percorso attraversa la poesia dei fratelli Lumière ma anche l’ironia con brani sempre dedicati al mondo del cinema, come quello su Scarlett Johansson, oppure con brani proprio cinematografici come “Stelle invadenti”. Alla fine spero emergano e convivano due anime…una più poetica e riflessiva, l’altra più ironica e surreale”. Ma sono baci sporchi “perché sono resi imperfetti dall’istante, dalla musica, dalla voce, dal testo… sporcati dal desiderio di farne canzoni e quindi resi un po’ più umani… o almeno così sembra a me” riprende l’autore, che definisce questa raccolta una giostra. Su e giù come sull’altalena, giri in tondo e salti nel vuoto che lasciano la voglia di imbrattarsi con questi baci.

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